12 giugno 2017

M5S non è locale


Sono elezioni amministrative. Ripetiamocelo. Sono elezioni amministrative. Conoscete vero le dinamiche? Specie nei piccoli comuni lontani dai centri metropolitani.
Volendo proprio fare un'analisi, senza perdere di vista quanto detto sopra, possiamo dire che l'unico soggetto politico ad uscirne con le ossa rotte è proprio il M5S. In generale si attesta su un 10%, siamo ai livelli dei partiti ambientalisti.

Guai però a fare facili analogie con una tornata elettorale nazionale.

Anzi, il risultato amministrativo a sfavore del M5S, ci racconta della strutturazione a Eta-Beta del movimento. Testa grande, tutta collocata nelle stanze della Casaleggio&Associati, corpo piccolo e non radicato. Il partito "liquido", come molti fanatici vanno ripetendo con vanto, conti alla mano ha fatto acqua da tutte le parti alla prova della "radicazione" territoriale.
Il M5S è essenzialmente un partito di opinione che riesce a catalizzare consenso a livello nazionale o nei grandi centri metropolitani dove le dinamiche di voto diventano pari a quelle "impersonali" di una tornata legislativa.

Il grande ritorno del CentroDestra vecchia maniera (FI+Lega+Destra), che ha avuto ottimi risultati ovunque con un Silvio Berlusconi che prende voti a prescindere. Il vero voto di fede ormai è quello per lui e il suo partito.

Legge elettorale. Da non sottovalutare. Con un sistema maggioritario (quello adottato per le elezioni amministrative), in Italia si torna a ragionare per coalizioni, c'è un vincitore certo e non ci sono listini bloccati.

Poi c'è lui. Federico Pizzarotti. Che nonostante tutto e tutti, da sindaco uscente, è stato il candidato più votato a Parma e andrà al ballottaggio con il candidato del PD. Una conferma per il suo operato da sindaco e soprattutto una bella lezione per Grillo e Casaleggio (Jr.) che hanno allontanato l'unico amministratore pentastellato ad aver fatto bene. A conferma che questo movimento sarà anche "liquido" ma è abbastanza impermeabile all'intelligenza e al carattere.

(p.s. la foto del post è stata fornita dal caro Italo Mattone)


8 giugno 2017

3° Principio della Dinamica e la Lorenzin


Newton avrebbe osservato il tutto senza sorprendersi. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale ma contraria. E' la natura. Basta osservarla.

Dodici vaccini obbligatori per poter accedere alla scuola pubblica. E' legge. Uguale, ma contraria.
Un'ondata di vaccinismo rabbioso in risposta ad una stupidità collettiva.
Azione stupida, reazione stupida. Se poi la reazione ha la paternità del ministro Lorenzin, c'è quasi un sigillo di garanzia.

La copertura vaccinale è un problema serio, ottenerla per decreto e non con fiducia, cultura scientifica e buonsenso dei genitori, non risolverà il problema di fondo.
Di più. Ci fa riflettere sul reale stato del nostro senso di comunità e della caduta di fiducia nelle istituzioni (che il Decreto Lorenzin di certo non aiuterà a ritrovare)

p.s.
Quelli che oggi hanno generato questa ondata di sospetto e paura sulle vaccinazioni, vedrete, saranno gli stessi che in fila fuori le ASL per vaccinare i propri figli causa scoppio di un'epidemia seria, grideranno contro lo Stato che non garantisce dosi vaccinali per tutti. 
Ed è lì che dovrebbe apparire Thor con il suo tremendo martello.


4 giugno 2017

Non fu vera gloria, ma una loffa.

Vi siete comprati il capocannoniere dello scorso campionato. Aveva segnato 36 gol. Lo avete preso sottraendolo brutalmente ad una vostra diretta concorrente in campionato che non a caso, proprio in quell'anno, aveva osato guadagnare la testa della classifica per alcune settimane. Ma per chi come voi va affermando che vincere non è importante ma è l'unica cosa che conta, non c'è etica e quindi non c'è manco il problema. 
C'è la cannibalizzazione delle altre squadre. 90 milioni e vi siete tolti lo sfizio; acquistare un buon giocatore (che 90 milioni non li vale) ma soprattutto sottrarlo per indebolire una squadra italiana. Il bulletto che scippa la merendina di mano al compagno di classe per mettere in chiaro i rapporti di forza.
Di più. Il progetto è stato chirurgico. Il bulletto è andato a scippare la merendina (questa volta di marca bosniaca a forma triangolare) anche dalle mani dell'altra diretta concorrente.
Operazioni anche mediatiche per far elaborare in fretta e furia l'onta di aver dovuto cedere il gioiellino Pogba alla perfida Albione.
Poi, una campagna acquisti sontuosa, di quelle che fanno sognare i tifosi. Un giusto mix di giocatori fine carriera, ma dalla esperienza internazionale comprovata, e giovani leve.
La stagione riparte da uno Scudetto e una Coppa Italia. È chiaro a tutti che cotanto sforzo economico è finalizzato ad un solo obiettivo: la Champions League.
La stampa poi farà il resto, creando il fenomeno Dybala (meglio di Messi e Cristiano Ronaldo!), oscurando il gioco pessimo se non inesistente espresso da questa squadra che fa della fase difensiva il suo punto di forza, proponendo un calcio che sarà anche efficace ma certamente non bello.

Arriviamo a fine stagione.
Solito Scudetto, solita Coppa Italia. Ma attenzione. Finale di Champions!
È l'anno del triplete, si sente, è nell'aria. Impossibile non vincerla, c'è l'erede di Messi, Cristiano Ronaldo in questa Juve farebbe panchina, Higuain è un attaccante letale, arrivano botte di fortuna nei sorteggi etc. etc.
Si va in campo, Cardiff, 3 Giugno 2017. Fischio d'inizio, via!

Dybala si scopre essere ancora giovane, sicuramente un ottimo giocatore, ma scompare per tutta la partita. Higuain inesistente, sbaglia palloni su palloni e non riesce mai a superare Ramos. L'organizzazione di gioco della Juve svanisce sotto un impietoso 4-1, con il "panchinaro" Ronaldo che ne segna due e si avvia a vincere meritatamente l'ennesimo Pallone d'Oro.
C'è una sola parola che descrive perfettamente la finale della Juventus: asfaltati.

Adesso, cari, nascondersi dietro la stagione dell'ennesimo Scudetto e Coppa Italia, vinti facendo i bulletti coi soldi di papà (Exor) e andando a indebolire le altre squadre italiane (perché all'estero non vi viene facile fare altrettanto) è da veri mentecatti.
Se vincere è l'unica cosa che conta (lo dite voi, eh!) allora a Cardiff avete fatto pena.

E considerando il vostro stile, possiamo serenamente affermare che quando perde la Juventus, vince il Calcio.


2 giugno 2017

2 Giugno 1946

Il 2 Giugno 1946, a Napoli e provincia votò l'84% degli aventi diritto (prima elezione in Italia a cui parteciparono anche le donne).

L'esito fu il seguente:
77,67% per la Monarchia
22,33% per la Repubblica

La Monarchia che il grande popolo napoletano scelse non era certo quella Borbonica (adesso tanto cara ai più) ma era quella dei piemontesi sabaudi, quella che oggi in tanti additano come unica causa dei nostri mali.

Buona festa della Repubblica (e meno male).
(fonte Viminale)


Il 5%

(via Spinoza)

Scusami, amore mio


Amore mio / anche questa l'abbiamo superata / dico abbiamo, ma sono ingeneroso / l'hai superata, tu e tu soltanto / con la chiusura di anno scolastico della secondogenita / diciamo addio definitivamente alle scuole elementari / che detto così non sarebbe nulla / ma questa cosa si porta appresso una rivoluzione / una vera e propria liberazione / il nostro venticinque aprile / o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao / una mattina ci siamo alzati / e abbiamo chiuso con quel maledetto gruppo WhatsApp delle mamme / Campioni del Mondo, Campioni del Mondo / Si gonfia la rete, Si gonfia la rete / Basta con quel delirio collettivo / alle scuole medie avviene IL MIRACOLO / le mamme scompaiono, puff! / Ciao mamme, non servite a nulla / passate il tempo a discutere del nulla / e io ho partecipato solo di riflesso / ho appreso dai tuoi racconti / la sera di ritorno dal lavoro / intuivo la tua frustrazione non solo di madre ma di donna / vrenzole, cachére, vajasse e janare / litigi di noia, regressioni infantili / ogni ricorrenza una polemica / ogni iniziativa didattica inutili ansie / e poi il climax in chat ogni anno / con quell'usanza che io e te non abbiamo mai capito / bisogna fare il regalo alle maestre, dicono / a Natale e a fine anno scolastico / e vaglielo a spiegare che il lavoro svolto è già ampiamente retribuito / che magari i soldi potrebbero servire ad acquistare supporti didattici / quelli sì, mancanti e utili al lavoro dell'insegnante / e invece no, borse, collane, orecchini / e polemiche senza fine / Amore mio, scusami / in questa battaglia sei stata sola / so bene quanto è stato difficile / mortificarsi ogni volta in nome del bene delle nostre figlie / ma ora è finita / potrai cancellare quel gruppo / guardare avanti e vedere tempo tuo / affronteremo magari problemi più grandi / ma almeno saranno problemi dei nostri figli / non certo di casalinghe disperate.
Tuo / Pinellus


30 maggio 2017

L'indotto di Gomorra


Probabilmente, più che della bontà di un progetto musicale, stiamo tutti parlando di una strategia comunicativa. Emblematici sono in questo senso i video delle due canzoni, che raccontano la storia di una coppia di adolescenti di estrazione popolare, prima dal punto di vista di lei (9 Maggio), tradita e abbandonata da lui, e poi da quello di lui (Tu t’e scurdat’ ‘e me), che recrimina per la fine di un’avventura interclassista con una ragazza di buona famiglia (tutto comunque già visto nelle pellicole anni Ottanta di Nino D’Angelo). Quello che vince è la fotografia dei due videoclip, la nuova cartolina di una Napoli cupa, romantica ma decadente, che nella sua finta intenzione di oltrepassare i cliché oleografici ne va a costruire di nuovi. È la fotografia di Gomorra la serie o, a un livello meno riuscito, dei film di De Angelis e delle fiction tratte dai romanzi di De Giovanni, che ricerca (e in effetti trova) le angolazioni più efficaci per far convivere il lungomare e i vicoli bui del centro, la Gaiola e l’architettura postmoderna di periferia, il rodeo di piazza Mercato e lo sfascio ereditato da Italia ’90 alle spalle del San Paolo. Sullo sfondo, l’identità elementare del tifo calcistico, capace di tenere insieme un pubblico socialmente trasversale, che infatti l’operazione Liberato coinvolge.
(via Napoli Monitor)

29 maggio 2017

Fairy

Le avrei mandato un sms.
Già, un sms.
Lei mi avrebbe rispoto.
Poi tutto ha un inizio.
Poi tutto ha una fine.
Oggi manchi.
E il nido è un poco triste.

L'albero della cuccagna


(via Blu Blog)

27 maggio 2017

Sostituire le pianole con i synthi



Mondi Paralleli (Stagione 1 - Episodio 1)

Mondo parallelo 1:
"Da Ministro dei Beni Culturali e con il senso dello Stato e delle istituzioni, voglio qui ribadire che accettiamo serenamente la sentenza del TAR del Lazio che ha dichiarato illegittime le nomine dei direttori di alcuni musei. Abbiamo sbagliato noi legislatori, noi governo.
Il TAR si è solo pronunciato su richiesta di alcuni cittadini.
Adesso, serenamente, sicuri del nostro operato e delle scelte fatte, cercheremo di cambiare la legge e rinomineremo i direttori da noi scelti con una procedura a prova di ricorso".



Mondo parallelo 2:
"Ringraziamo i medici dell'Ospedale 'Salesi' di Ancona per aver salvato nostro figlio curandolo adeguatamente e prontamente. Il piccolo stava molto male, fortunatamente l'abbiamo portato in tempo utile in ospedale. Con l'otite non si scherza"



Mondo parallelo 3:
"Diciamo le cose come stanno. Questi vertici sono ormai una stanca liturgia, inutile, costosa e anacronistica. A conti fatti, le decisioni presi in questi vertici vengono puntualmente disattese. Quindi, in attesa di capire come rendere i nostri incontri più fruttuosi e non semplicemente una passerella mediatica per gonfiare l'ego dei capi di stato, direi di finirla qui."




18 maggio 2017

Big Babol


Da piccolo, alle scuole elementari, girava la leggenda della morte del bambino che cantava la canzone "Carletto" con Corrado, vittima di una Big Babol fatta a palloncino che gli era scoppiata in faccia ostruendo fatalmente bocca e naso, lasciando il povero ragazzino morire per asfissia.

Ricordo che in classe appena qualcuno si metteva a fare i palloncini con la gomma da masticare, partiva l'invettiva "Fai la fine di Carletto!".

(a dire il vero c'era anche l'altra leggenda sulle Big Babol, quella che per fabbricare queste gomme da masticare venissero utilizzate le interiora dei topi)

Chi mi legge sorriderà per la tenerezza e l'incoscienza, tipica dei bambini, di non chiedersi come possa una semplice gomma da masticare provocare morte per asfissia o come possa l'intestino di un ratto diventare masticabile.

Le Big Babol erano molto in voga agli inizi degli anni 80. I genitori le provavano tutte pur di far desistere i propri pargoli dall'acquistare questo prodotto.

Oggi abbiamo Blue Whale.
Con la differenza che a credere (e far circolare) notizie la cui veridicità è quanto meno dubbia, ci sono degli adulti, un programma TV (le Iene) la cui credibilità è pari allo zero e una mai sopita psicosi da «Internet cattivo».

Il problema dei suicidi adolescenziali da depressione è altra cosa, è serio e va fatta opera di prevenzione, prima di tutto nelle famiglie.
Internet e i Social Media sono solo una Big Babol.


6 maggio 2017

La Fortuna


Facemmo filone.
O come dicono altrove sega, salasso, jump, buco.
Insomma, marinammo.
Gruppetto cospicuo e determinato di quasi diciottenni.
Il 181 ci portò a bighellonare per le strade collinari.
Negozio di dischi, quello di abbigliamento, qualche posteggia, fittiamienti.


Fino a quel giorno, ogni filone era stato sempre comunicato.
Un gettone nel telefono del Bar. Pronto Maa', oggi non entro, ci vediamo dopo.
Quel giorno non ci pensai, non volevo si sapesse. Rebel, rebel.
Decidemmo di salire a casa di Pako, riff di chitarra, video su MTV.


Accadde quasi in modo surreale.
Si affacciò in stanza la sorella universitaria di Pako.
Sorriso e risatina. "La vostra scuola è in fiamme, l'ho visto al TG"
Come degli ebeti, cambiammo canale e guardammo lo schermo.
Il nostro istituto con sopra una colonna di fumo nero denso.
Pompieri, polizia, ci sono intossicati dice la giornalista.


Realizzammo dopo, con calma, man mano.
Porcoggiudamaledetto. Bisogna chiamare casa.
La strategia difensiva fu delle peggiori.
Pronto Maa', per fortuna che non sono entrato, hai visto??
La Fortuna. Come no.

2 maggio 2017

Quelli che #IoStoConZuccaro



“Ehi, Lei! Cosa sta facendo!”

“Dice a me?”

“Sì,sì, l’ho vista sa!? Rimetta subito in acqua quell’uomo!”

“Chi è lei? Da dove è uscito? Sta intralciando il nostro lavoro di salvataggio! Se ne vada!”

“Io non sono un Ipocrita! Lei è sicuramente parte di una ONG che lucra sui nostri soldi di cittadini onesti cercando di destabilizzare l’Italia. Si fermi adesso! Subito!”

“Ma lei è pazzo, se ne vada e ci faccia lavorare”

“No! Noi siamo qui in mare per solidarietà con Zuccaro, vede la mia TShirt? C’è scritto #IoStoConZuccaro. Basta ipocrisia! Basta invasione di neri!”

“Invece di dire sciocchezze, mi aiuti a portare questo barcone a riva che è pieno di uomini, donne e bambini stremati! Forza!”

“Ma quale stremati! Fanno finta! Si vede! Guardi quello, è in formissima, c’ha un fisico perfetto, guardi invece la mia panza da povero!”

“Lei è pazzo, se ne vada, il barcone sta affondando, non ho tempo da perdere”

“Ma quale barcone! Questi sono Taxi del mare! Guardate, c’è anche l’acqua dentro per farsi il bagno mentre si viaggia, BASTA MENZOGNE!”

“Se ne vada, ci sta intralciando! Ci sono bambini da soccorrere, cristo!”

“Ma quale bambini! Ipocriti! Questi sono Finti Minorenni! Hanno almeno 20 anni ma sono nani, li usano per impietosirci! Onestà! Onestà! Zu-cca-ro! Zu-cca-ro!”

“C’è un uomo in fin di vita, presto, mi dia una mano!”

“E’ falso! Svegliaaaaa!!! Ci prendete in giro! Questi sono pieni di forza e voi state lucrando alla grande! Ma ormai il vaso di Pandora è stato scoperchiato!”

“Lei è un imbecille! Vada via! Qui è pericoloso! Il mare si sta ingrossando!”

“No! Io sono qui per riportare questi impostori a casa loro. Per aiutarli a casa loro! Basta col BUONISMO!! Bisogna smascherare questo intrallazzo tra ONG e la Lib..oooh! Oooh!! Argh!! Cazzo! Aiuto!!! Affogo!! Affogo!!”

“Si tenga a questa corda, testa di cazzo! Quasi quasi la lascerei affogare!”

"Non può! La potrei denunciare per mancato soccorso! Io sono un onesto cittadino! Legga la mia TShirt! #IoStoConZuccaro!!"


24 aprile 2017

La politica del 100/30


Accade quando la politica si sottrae alle proprie responsabilità, guardando alla ricerca contingente del consenso. Entrano tossine a inquinare e modificare pensiero, parole. Accade che la ragione si appanni.

Venticinque anni fa. Arriva la Lega e introduce nel sistema di pensiero il tema del federalismo. Una risposta errata alla domanda di maggior controllo sui soldi pubblici spesi (male). La Lega punta alto, fa 100 con la “secessione”, ottiene 30 con la riforma del Titolo V e col Federalismo Fiscale che nei fatti introduce in Italia una sorta di “egoismo” territoriale.

Oggi i danni di quella stagione sono visibili specialmente nel meridione d’Italia. Adesso è abbastanza chiaro a tutti (in special modo all’ENAC di Cantone) che la riforma del Titolo V è da ripensare se non da rigettare.

Rileviamo adesso che la Lega Nord non ha più il suo focus sul federalismo, oggi c’è l’immigrazione. Il collegamento di coerenza è sempre l’egoismo e la paura. “Prima gli italiani”, “Siamo invasi a casa nostra”.

In questo momento la Lega ha forte concorrenza nell’orticello di populismo e razzismo d’accatto. Ci sono anche i nuovi eroi del pensiero al ribasso capeggiati da un comico genovese.

Anche qui il giochetto del 100/30 ha dato i suoi frutti. Lega e M5S fanno 100 chiedendo chiusure di frontiere, rimpatri forzati e tolleranza zero. Puntuale arriva il 30.

È di questi giorni l’approvazione definitiva dei cosiddetti decreti Minniti-Orlando sul contrasto all’immigrazione illegale e sulla sicurezza urbana. Un governo di centro-sinistra che approva un dispositivo che prevede per gli stranieri una giustizia minore e diseguale, una sorta di «diritto etnico». Se affianchiamo questo dispositivo a quella sciagurata legge che sancisce il “reato di immigrazione clandestina” (cfr. Bossi-Fini), il quadro normativo italiano ma soprattutto il pensiero dominante, trasuda razzismo e xenofobia e incapacità nel saper gestire un fenomeno naturale e un’opportunità come l’immigrazione.

L’argine a questo inquinamento continuo del pensiero, a queste tossine che avvelenano le parole non può essere che il lavoro concreto con le persone, ragionare insieme e sfatare le molte costruzioni semplici utili solo ad aggregare consenso.

Ce la possiamo fare, non è mai troppo tardi.


24 gennaio 2017

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Ho incontrato per strada un extracomunitario, africano. Si chiama Azekel. Mi ha fatto vedere la sua patente nuova di zecca, avuta grazie ad una legge approvata di notte dal Parlamento in seduta plenaria.
Sulla patente, una card con chip, c'è la sua foto con sotto scritto "Patente Premium". Mi ha spiegato che con questa patente lui può guidare anche un F16, prelevare soldi da tutti i bancomat e ha 30 punti che non scalano mai.
Bene, gli dico, e l'auto? Ce l'hai l'auto?

Azekel mi dice di seguirlo. Mi porta in un Hotel a quattro stelle dove risiede con altri suoi connazionali, venuti qui in Italia alcuni per noia altri per una sorta di interrail. Stanno tutti a bordo di una piscina in costume e occhiali da sole sorseggiando martini. L'Hotel qualche mese prima era occupato dai terremotati, poi la polizia li ha sgombrati per far posto ad Azekel e i suoi amici. Vengo portato in un garage, mi mostrano una Hummer nuova di zecca, acquistata a rate mettendo insieme i 35 Euro che tutti loro ricevono quotidianamente grazie ad un'altra legge approvata durante la notte di Capodanno del 2013.

Guardo il mio cellulare. Mi segnala una rete WiFi, chiedo a Azekel se posso connettermi. Lui mi guarda infastidito, quella rete WiFi, mi spiega, è la loro e gli viene fornita gratuitamente grazie ad una legge che i parlamentari hanno approvato il 15 Agosto 2011.
Ottengo la WPE per connettermi. Controllo la mail aziendale. C'è una comunicazione del mio datore di lavoro. Mi dice che sono licenziato e che da oggi il mio lavoro passa di diritto a Azekel Hassan, in virtù di una nuova legge approvata pochi minuti fa dal Parlamento che dà il diritto agli extracomunitari di rubare il lavoro e le donne agli italiani.

Rileggo più volte la mail. Sudo freddo. Poi alzo lo sguardo verso Azekel ma lui non c'è più. Mi guardo attorno e in lontananza vedo l'Hummer sgommare, Azekel al volante con accanto mia moglie che sorride estasiata.

Adesso, se mi hai seguito fin qui, hai due scelte.
Credere a tutta questa storia, indignarti e mandarla a tutti i tuoi contatti (anche whatsapp!), oppure esercitare la tua capacità critica, quella decisa da una legge approvata in gran segreto dal padreterno quando sei nato.


5 gennaio 2017

Da dove ricominciamo?


Partiamo da un dato.
8.000 Euro/anno (ottomilaeuro)
E' quanto lo Stato spende mediamente per ogni singolo cittadino italiano in età scolare per assicurargli un'istruzione.
Quindi, prendendo a riferimento un percorso scolastico "tipo" di 16 anni, abbiamo la considerevole somma di 128.000 Euro.
Lo Stato investe su ognuno dei nostri figli centoventottomilaeuro per renderli cittadini istruiti, liberi e consapevoli.
Non male, eh?

Oggi è morto Tullio De Mauro. Un gigante dei nostri tempi.
Tra le mille cose fatte e scritte, De Mauro ha da sempre denunciato l’analfabetismo di ritorno (detto anche funzionale).
In pratica, dice De Mauro, meno di un terzo della popolazione italiana avrebbe i livelli di comprensione della scrittura e del calcolo necessari per orientarsi nella vita di una società moderna.
Sintetizzando, in Italia è vero che abbiamo un tasso di alfabetizzazione del 99,2% ma di queste persone che sono andate a scuola, solo il 30% quando legge un testo scritto lo comprende e/o sa applicare la matematica studiata ai casi reali della vita (per non parlare dell’informatica e di internet).

La post-verità (post-truth). Questa parola l’avrete sicuramente già letta o sentita.
Da qualche tempo i politici non parlano d'altro.
Sarebbero le famose notizie "bufala" messe in circolo ad arte per danneggiare una parte politica o una persona o più banalmente per fare soldi grazie ai click.
In questo caso "post" è da intendersi come "oltre", il superamento della comprensione della realtà.
La capacità critica, il porsi semplici domande, un semplice dubbio prima di aderire ad una affermazione o ad una verità proposta, tutto spazzato via.
Su internet, in special modo sui social network, la verità è diventata un concetto astratto.

Adesso viene il bello. Tiriamo le fila.
Cittadini 100% alfabetizzati non in grado di comprendere che una notizia riportata da siti quali "IlFattoQuotidaino" o la "GazzettaDellaSera" non è vera, di più, si indignano e la condividono a loro volta.
Cittadini in possesso del diritto al voto che condividono sulla propria bacheca di Facebook deliranti proclami sulla privacy perché “Se la GUARDIA DI FINANZA consiglia di pubblicarlo sulla propria pagina, un motivo ci sarà…” (i puntini sospensivi, porco giuda, quanto li odio!)
Ma la meraviglia sapete qual è?
Per avere questo risultato, abbiamo investito come comunità (noi tutti) 128.000 Euro per ognuno di questi campioni.

Da dove ricominciamo?