calcioBoh. A me tutta sto scalpore per le recenti indagini sul calcio italiano mi lasciano indifferente. Completamente. Non sono mai stato un “patito” e sono ormai anni che non seguo più il calcio. E’ da tempo che questo sport (sport?) non ha più nulla di emozionante.
Quell’emozione che trasmette l’evento sportivo. L’impresa eroica, il gesto atletico. Nulla.
Il calcio (o meglio il calcio italiano) è diventato ormai un affare. E dove ci sono gli affari si perde inevitabilmente l’anima.
Fa tristezza vedere un sport ridotto al mercanteggio di giocatori, al chiacchiericcio salottiero, a parlare per una settimana se quello era rigore o meno. Per non parlare delle violenze che si consumano ogni settimana dentro e fuori gli stadi ad opera di gruppetti di sedicenti “tifosi”.
E poi secondo me non c’è gusto a seguire uno sport in cui ci sono 3/4 squadre leader che la fanno da padroni e tutto il resto che fa numero.
Mi dite quante probabilità ha il Lecce o il Siena, non solo di vincere lo scudetto, ma di partecipare ai tornei continentali? Nessuna. Voi mi direte: si ma queste squadre sono tecnicamente inferiori. Vero. Ma perchè? Perchè non hanno i soldi per comprare buoni giocatori. Ancora peggio magari non hanno soldi per poter far rimanere con loro giocatori che magari hanno coltivato fino a farli diventare degli ottimi calciatori che poi vanno via allettati dagli ingaggi stratosferici offerti dalle grandi società. Figli di un Dio minore vittime di un sistema “baronale”.
Il calcio italiano è ormai un’organizzazione sedimentata e sclerotizzata. Mettici pure che, secondo le indagini in atto, c’era chi tramava nell’ombra per mantenere lo “status quo ante” e chi, legato al mondo delle scommesse, influenzava l’esito di partite.
Possiamo dunque parlare ancora di “Sport” e di “Agonismo” in questo calcio?
Si pone con urgenza una questione morale e una profonda riforma di questo sport.
E il tutto deve passare (a mio avviso) in modo imprescindibile dalla riscrittura delle regole. Un Calcio 2.0.
Ecco alcune idee che potrebbero riportare credibilità e rilanciare questo sport (secondo me, of course).

  1. Ridare dignità alla FIGC
    Per anni la Federazione Italiana Gioco Calcio è stata mortificata nel suo ruolo. Trattata come un inutile organo dai “baroni” del calcio che per anni l’hanno utilizzata e invocata solo per loro comodità. La FIGC deve tornare ad essere il centro decisionale e organo collegiale del calcio italiano. Rappresentante di tutti e lontana dai giochi di poteri e dalla politica. E’ una federazione sportiva e deve essere gestita dal mondo dello sport.
    Inoltre la FIGC deve essere il referente unico per tutto quello che concerne Diritti Televisivi, Calciomercato, Merchandising etc.
  2. Tetto degli ingaggi
    E’ ora che si metta fine a questo spettacolo indecoroso del rialzo senza limiti agli stipendi dei calciatori. Non è possibile che in alcune squadre di seria A ci siano giocatori che percepiscono ingaggi pari al totale degli stipendi di tutti i calciatori di altre squadre. Tutti i club devono avere un tetto degli ingaggi. Tetto deciso dalla Federazione. Questo darebbe automaticamente un elemento paritario a tutti i club riportando il calcio ad una dimensione agonistica (le squadre si potranno affrontare esclusivamente sul loro peso tecnico e atletico) e ridimensionando lo strapotere economico di alcuni club e salvare il calcio dal fallimento finanziario. I calciatori più “famosi” potranno rifarsi con i contratti pubblicitari o le sponsorizzazioni. I club, a loro volta, decideranno se investire in quantità o qualità dei giocatori.
  3. Calcio mercato gestito dalla FIGC
    Il calciomercato deve essere completamente gestito dalla FIGC in collaborazione con l’AIC e deve avere regole precise e condivise. La fase di calciomercato deve avere una “sede” istituzionale e deve avvenire a fine campionato. La FIGC deve vietare (anche con sanzioni penali) che i giocatori prendano accordi o vengano contattati da altre società a campionato in corso. E’ necessario depotenziare i procuratori e le società di management dei calciatori (vero cancro del calcio).
  4. Sessione unica di calcio mercato
    Inoltre il calciomercato deve avvenire in un unica sessione. Con una data di inizio e di fine improrogabili. A fine della sessione le squadre dichiareranno alla FIGC il loro organico e quello resterà fino a fine stagione. Sarà possibile per le squadre attingere dai propri vivai per sopperire a mancanze o infortuni in corso di campionato.
  5. Sistema di Draft
    Come nell’NBA, anche per calcio sarebbe opportuno introdurre in fase di calciomercato un sistema di Draft. La FIGC deve assicurare pari opportunità a tutti i club e favorire le squadre che nel campionato precedente si sono peggio classificate. Il sistema di Draft (ovviamente associato al tetto dei salari) è basato su una lista (o anche rosa) di giocatori presenti sul mercato dove ai primi posti ci sono i giocatori migliori. Le squadre più deboli hanno diritto alla prima scelta in questa rosa. Questo sistema elimina le disparità sedimentate del calcio italiano dando l’opportunità anche alle altre squadre di poter ambire ad avere un squadra tecnicamente valida e di poter eventualmente vincere il campionato. Se seguite il basket NBA (come me) saprete bene di cosa parlo.
  6. Si gioca in un sol giorno
    Basta con gli anticipi i posticipi, partite si sera e di giorno. Le giornate di campionato si devono svolgere in un unico giorno e tutte alla stessa ora.
    Basta assecondare le esigenze televisive ed economiche degli sponsor.
  7. Arbitri professionisti
    Ero uno di quelli che ha sempre difeso il non-professionismo degli arbitri. Ma alla luce di quanto sta emergendo dalle indagini di questi giorni, credo che bisognerebbe pensare ad organizzare un’associazione di arbitri preofessionisti. Sottomettere l’operato dell’arbitro non solo alla giustizia sportiva ma anche a quella penale e amministrativa. Inoltre sarebbe anche ora di dotare l’arbitro di sistemi tecnologici per aiutarlo a prendere decisioni sul campo (moviola, telecamere, sensori sulla linea di porta).
  8. Incoraggiare l’azionariato popolare
    Mi piacerebbe molto se le squadre di calcio invece di essere dei giocattolini costosissimi ostentati dal paperone di turno, diventassero un patrimonio delle città che rappresentano. Un’azionariato popolare diffuso per tutti i club salverebbe il calcio dal baratro finanziario a cui è destianto. In questo il Barcellona e il Real Madrid fanno scuola.
  9. Diritti TV gestiti esclusivamente dalla FIGC
    I diritti televisivi devono essere gestiti esclusivamente dalla FIGC. Non è possibile che le squadre “baronali” si facciano le loro trattative private lasciando le briciole alle altre squadre. Considerando che i diritti TV rappresentano oggi uno dei maggiori introiti del calcio, è necessario che la “torta” venga spartita equamente tra tutti i club appartenenti alla stessa serie. Non ci devono più essere figli di un Dio minore.
  10. Tolleranza ZERO con i gruppi di tifosi violenti
    Vabbè, questa la metto ma è scontato. Il calcio deve tornare ad essere un sport. Deve far ritorvare il gusto alle persone di andare allo stadio ad assistere semplicemente ad un evento agonistico. Basta con la tolleranza dei club nei confronti dei “tifosi organizzati” che vanno allo stadio con l’unico scopo di esercitare la loro violenza. E’ uno spettacolo indecoroso e ridicolo vedere la domenica gli stadi presidiati dalle forze dell’ordine manco fossero dei campi di guerra.
    Bisogna trattare i tifosi violenti alla stregua delle organizzazioni criminali. Tolleranza Zero.
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