codicedavinciATTENZIONE! Post biliare. La lettura è consigliata solo ad un pubblico simpatico. Avverteze: l’autore di questo post non ha letto (e non ha intenzione di leggere) il libro dell’autore in oggetto. Il tema del post non è inerente al contenuto del libro. E quantunque sia, me ne fotto :-)

Come da oggetto. Dan Brown con il suo libro “Il Codice Da Vinci” mi ha provocato delle lesioni scrotali. Sembra una dittatura culturale. Ogni giorno nei mezzi pubblici che prendo per andare a lavoro ci sono sempre un paio di persone che leggono sto libro o un suo derivato. Si, derivato. Perchè sto libro ha generato un indotto manco la Fiat di Melfi! (guardate qui se non ci credete). Le facce! Leggono sto libro con la stessa attenzione e serietà con cui nel ‘68 si leggevano Mao o Lenin.
E poi adesso il film. E non si parla d’altro. “Hai letto il Codice Da Vinci?”, “Hai visto il Codice Da Vinci?”, “Io non sono più cattolico dopo che ho letto il Codice Da Vinci”, “Ma sarà vero quello che dice il Codice Da Vinci?”.
E Basta!
Poi la domenica compro il giornale e leggo la classifica dei libri più venduti.
Primo posto: Dan Brown - “Il Codice Da Vinci”
Quinto posto: Dan Brown - “Il Codice Da Vinci” edizione per ipovedenti (!!)
Settimo posto: Dan Brown - “Il Codice Da Vinci” edizione illustrata
Decimo posto: Il Codice da Vinci. Taccuino di viaggio (!!)
Sarà anche la mia forma di orticaria per i fenomeni di massa “pecorecci”, ma tutto sto clamore per un libro (ma manco la Tamaro con “Va dove ti porta il cuore”) mi sembra esagerato.
Io intanto mi godo i miei autori di nicchia, le mie letture noir, i miei Benni, Pennac, Picouly, Ammaniti (Ammaniti!!), Calvino…e lascio a voi, cara massa, la lettura di Dan Brown.
Poi magari se qualcuno me lo vuole raccontare…

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