schifano_no Il No ha vinto.
Bene. Sono contento.
Non per il valore politico del voto (approposito, Sig.Cav. Berlusconi, ma ritirarsi a vita privata? No?), ma per il fatto di non aver dato l’avvio ad una pratica poco ortodossa di cambiamento della Costituzione a colpi di maggioranza.
Adesso lo possiamo dire senza remore.
La riforma proposta dal centro-destra faceva veramente pena.
Scritta male sia nella forma (devolution??) che nella sostanza e soprattutto non organica.
Certo, l’abbiamo detto più volte. Alcune idee erano buone e non facevano altro che “normalizzare” una prassi consolidata.
Ma era necessario? Ho studiato che la prassi, quando è condivisa e reiterata, è norma essa stessa.
Non a caso la nostra Carta Costituzionale è abbastanza “leggera” nel senso che delinea dei principi di massima, per poi lasciare a leggi, prassi e consuetudine il riempimento dei “vuoti”.
In questo quadro è stato possibile poter cambiare forma di governo (xchè in Italia se non ve ne siete accorti da un dieci anni è cambiata la forma di Governo da Governo Parlamentare a Governo di coalizione con “indicazione” del Premier) senza dover cambiare la Costituzione.
Detto questo credo anche io che sia giunto il momento di rivedere l’impianto constituzionale del ‘45.
Tirare delle somme. Dopo 61 anni dovrebbe essere pur giunto il momento di fare un bilancio e di rivedere le regole del nostro Stato.
Ok. Ma, come ho già detto, la forma è fondamentale. Le regole del gioco si cambiano insieme.
In questi giorni per spiegare la mia posizione a favore del No, ho usato un esempio molto chiaro a tutti e di semplice assimilazione:
Il Condominio.
Ebbene, in una riunione di condominio vige il principio di maggioranza. (http://www.studiolegale-online.net/condominio_04.php)
Ma c’è un atto, l’Atto “costituente” di un condominio, l’approvazione delle tabelle millesimali, che richiede “l’unanimità“.
Xchè? Perchè le regole di base devono essere condivise da tutti.
Ma ci pensante se nel vostro condominio i millemisimali, che definiscono la ripartizione delle spese e della formazione della volontà dell’organo assembleare, venissero approvate senza la vostra volontà?
E se questo vale per un condominio, credo di poter affermare tranquillamente che, anche per la modifica o riscrittura della Costituzione, si debba avere un largo consenso.
Io personalmente sono dell’avviso che la Costituzione andrebbe modificata solo da un’assemblea costituente appositamente eletta dal popolo i cui eletti hanno un mandato specifico e chiaro.

Mi rendo anche conto che forse è un percorso poco praticabbile e poco “auspicato” dai partiti (che potrebbero vedere delegittimato il parlamento).
Va bene. E allora xchè non riprendere il percorso e lo spirito della BiCamerale del ‘97 (http://www.camera.it/parlam/leggi/97001l.htm) (affondata dai giochetti di Berlusconi e Bossi)?
Ricordo ancora che per un esame ho letto e studiato i verbali e i documenti di quella BiCamerale presieduta da un ingenuo e baldanzoso Massimo D’Alema.
Peccato che alla fine non se ne fece nulla, ma le idee erano buone.
In primis la riforma che si voleva proporre era “Organica”. E intendo dire che non riguardava solo la forma di governo ma prevedeva in esame un generale riequilibrio dei poteri dello Stato.
Oggetto delle riforme era “tutta” la seconda parte della Costituzione. Cosa che questo pastrocchio a firma Calderoli non prevedeva.
Inoltre durante le sedute della bicamerale furono convocati e sentiti costituzionalisti e politologi come Sartori, Panebianco, Barbera, i membri del CSM, della Corte Costituzionale.
C’era dialettica. Si discuteva. Poi alla fine i vari articoli della Legge di Riforma Costituzionale venivano approvati a maggioranza.
Insomma. Una cosa seria e fatta bene. E se vi leggete il risultato della bicamerale (http://www.camera.it/parlam/bicam/rifcost/ressten/sed07102.htm) noterete che alcune riforme erano molto più incisive e “profonde” di quelle proposte dal governo Berlusconi (ad esempio i poteri del Premier e l’elezione diretta del Capo dello Stato).

Badate. Parliamo della Legge fondamentale del nostro Stato. Non possiamo permetterci di cambiarla alla “Viva il Parroco” avendo come Ministro per le Riforme Roberto Calderoli. No dico, ripeto, Roberto Calderoli. E che cazzo. Ma veramente scherziamo? E non è ammissibile manco affermare cose del tipo “Non è un granchè di riforma ma almeno cambia qualcosa”.

Per adesso la Costituzione è salva. W l’Italia, W gli italiani.
Con calma, adesso, si dia l’avvio ad una stagione di riforme “condivise” da tutti i partiti, da tutti gli italiani.