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HiTech


La notizia è fresca.
Eric Schmidt, CEO di Google è entrato ufficialmente nel consiglio di amministrazione di Apple.
Immagino che una notizia del genera abbia fatto balzare dalla sedia i vertici di Microsoft.
L’alleanza che si sta delineando tra le due società informatiche più innovative e “freak-geek” del pianeta preannuncia una battaglia che a breve si combatterà senza esclusione di colpi per il controllo dei contenuti e dell’intrattenimento via internet.
Per adesso è vero anche che da entrambe le parti non sono stati mossi soldi (e come si dice a Napoli, senza denare nun se cantan’ messe), maquesta è sicuramente una di quelle notizie che aprono nuovi scenari nel settore ICT.
A margine è da notare che in questa storia c’è un prezzemolino di nome Al Gore che non me la conta giusta…
Adesso c’è da aspettare le evoluzioni “concrete” di questa notizia…ma che dite, sarà mica il caso di vendere il mio Pc-portatile per acquistare un MacBookPro??
:-)

Su PcWorld è apparso questo articolo che mette in riga le peggiori trovate tecnlogiche che, invece di aiutare e semplificare, hanno reso la vita difficile a milioni di utenti. Esercizio divertente, diciamolo. C’è sempre un sottile piacere nel fare una merda e infierire sui fallimenti altrui.
E allora ecco servita la “Hall of Shame” degli aborti Hi Tech dove svettano AOL, RealNetworks RealPlayer, Sony BMG con i suoi rootkit ma soprattutto la vergogna di Redmond: Microsoft Windows Millennium!!
Inoltre ho scoperto che Microsoft nel 1995 aveva creato Microsoft Bob, un interfaccia alternativa a Windows 3.1 e 95…lascio a voi i commenti :-)
La classifica continua impietosa elecando Iomega Zip Drive, Apple Macintosh Portable e il malefico (e mai troppo bestemmiato) IBM Deskstar 75GXP.
Infine c’è anche la (Dis)Honorable Mention list per i prodotti hardware-abortiti…tra questi la WebTV, vero schifo tecnologico per la quale ebbi la sventura (nel 2001) di fare un porting di un sito…porto ancora i segni dell’ulcera che mi ha provocato.

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AdobeGuru

Dov’ero in questi giorni? A Milano!
Ho partecipato ad un meeting di due giorni che ha sancito anche a livello “evangelist” la fusione tra Adobe e Macromedia. Si, perchè se ancora non lo sapete, Macromedia non esiste più. Adesso c’è Adobe.
E quindi non esistono più manco i MacromediaSpecialist (di cui io faccio parte). Adesso ci sono i Guru!!
E quindi, ladies&gentlemen, I’m AdobeGuru :-)
Questo è il sito di riferimento http://www.adobeguru.com dove a breve ci dovrei essere anche io.
Bella esperienza, soprattutto sul piano strettamente umano. Ho conosciuto tante nuove persone e rivisto cari amici.
Ma andiamo con ordine.

  • Ho fatto la mia magra figura (da meridionale terrunciello) quando ho scoperto che Adobe non si pronuncia “Addobb” ma “Adobii” e poi tutti che Ajax non si pronuncia “Aiax” ma “Asgiàx”…mah…ma su questo punto anche Rudi mi da ragione…è un acronimo e quindi si legge “Aiax”.
  • Sul lato strettamente professionale ho visto cose interessanti sul formato Pdf e sulla firma digitale, sulle nuove suite di Adobe ed è ormai chiaro che nel futuro di Adobe ci sono due keywords: Pdf e Flash.
  • Ancora fumosa ed incerta la strategia di Adobe sui prodotti “server-side” ereditati da Macromedia (parlo di ColdFusion, JRun, Flex, FlashMedia). Spero che a breve si e ci chiariscano le idee
  • Ho finalmente conosciuto xlthlx, mica cotiche!! (Serè, questo è un crosspost)
  • In dolce compagnia di xlthlx, ho rivisto e preso una birra con Rudi, Faser, Lorenzo, Federico e Andrea
  • Che bello rivedere i mitici IlG, Asleo, Marco Casario e Biolx
  • Ho conosciuto tante persone nuove. Professionisti del video-editing, grafica, foto, impaginazione e tutto quello che ha a che vedere con il mondo Adobe. Giovanni Antico ha messo on line delle foto molto belle dell’incontro (in particolare guardate le foto in bianco e nero).
  • Ecco il mio resoconto fotografico: http://www.pinellus.it/guru/AdobeGuru/
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google_trendsE’ nato Google Trends. Cos’è?
Lo dice la parola. E’ uno strumento per capire l’andamento e la frequenza di ricerca di una particolare keyword.
http://www.google.com/trends
Ad esempio. Vediamo l’andamento della ricerca della parola “Maradona” dal 2004 ad oggi.
http://www.google.com/trends?q=maradona
Vedete che l’applicazione restituisce un grafico che ci fa capire per periodi quante volte è stata cercata la parola “maradona”.
Inoltre sui picchi abbiamo anche un’operazione di data-mining per spiegare il picco con un avvenimento. Nella nostra ricerca il picco A è dovuto alla “quasi” morte del campione argentino nel 2004.
Inoltre vediamo anche un grafico regionale che ci dice da quale area geografica sono avvenute le richieste (Per Maradona ovviamente si affrontano Buenos Aires con Napoli) e due combobox in alto a destra per poter scremare la ricerca in base all’anno e alla nazione.
Inoltre con Google Trends è possibile fare il raffronto tra due keywords.
Facciamo un esempio. Confrontiamo Maradona con Pelè.
http://www.google.com/trends?q=Maradona%2C+Pele&ctab=0&geo=all&date=all
Anche in questo caso un dato è assodato.
“Maradona è meglio ‘e Pelé”
:-)

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Grazie alla segnalazione dell’amico Massimo Foti sono venuto a conoscenza di questa nuovo framework per Ajax che sancisce l’ingresso ufficiale di Adobe nella giungla delle librerie e framework javascript per Web2.0/Ajax.
La libreria si chiama Spry framework for Ajax e per adesso la Adobe ha rilaciato una preview build liberamente scaricabile che però non è completa di tutte le funzionalità. Ma già da questa preview ci sono delle ottime premesse.
In particolare la peculiarità di questa libreria è l’utilzzo di un XML dataset per la gestione dei flussi di informazioni XMLHTTPRequest.
Altra sorpresa è l’utilizzo della libreria xpath.js di GoogleLabs per la parte di navigazone dell’albero Xml.
L’intento di Adobe è quello di portare i webdesigner nel magico mondo di Ajax nel modo più semplice possibile. E non a caso Spry dovrebbe essere il pezzo forte della nuova release di Dreamweaver targata Adobe.
Maggiori info qui:
http://labs.adobe.com/technologies/spry/
http://labs.adobe.com/technologies/spry/articles/data_set_overview.html
E una bella demo qui:
http://labs.adobe.com/technologies/spry/demos/gallery/

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OpenLaszlo OpenLaszlo è una tecnologia open per creare RIA (Rich Internet Application) basate su Flash partendo da un descrittore di interfaccia XML. In pratica è la versione open di Adobe-Macromedia Flex. Questo progetto è largamente sponsorizzato da IBM il quale ha donato anche un IDE basato su Eclipse (http://www.eclipse.org/laszlo/) e nonstante ciò non è ancora esploso. A tutt’oggi trova tiepidi consensi da parte della community di sviluppaotori causa forse l’adozione di una tecnologia client come Flash che non è open e che muta in continuazione.
Oggi invece leggo una svolta forse decisiva. Infatti a breve OpenLaszlo darà la possibilità di poter scegliere tra due modalità di presentazione . La classica in Flash e adesso anche in HTML/DHTML (ovviamente con funzioni Ajax).
Diventa sempre più interessante provare questa tecnologia che permette di creare delle RIA di tutto rispetto, a costo zero, con la facilità (per un programmatore) del XML e con la sicurezza del write once run everywhere applicato alle interfacce web. Le applicazioni web J2EE hanno tutto da guadagnarci. Citando lo slogan sul sito: Single source…Multiple runtimes!

Per vedere una demo (beta) della nuova presentation in DHTML comparata con quella in Flash:
http://labs.openlaszlo.org/lzpix-flash [in flash]
http://labs.openlaszlo.org/lzpix-dhtml [in dhtml]

Non male eh?

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macbook

Dalla partnership tra Apple e Intel per i processori mobile, ecco il primo neonato della famiglia della mela.
MacBook Pro è un piccolo gioiello di tecnologia. Dual processor con tecnologia Intel Core Duo, HardDisk SATA, ATI Mobility Radeon X1600…insomma quanto di meglio ci sia.
La tentazione di fare uno switch (parliamo del prossimo pc di casa) è forte.
Ormai il numero di sviluppatori che stanno approdando sulla sponda di Steve Job è ogni giorno più cospicua.
Fortuna che l’entusiasmo è brutalmente attutito alla vista del prezzo. Si va dai 1900 euro per la versione base fino a 2500 euro per la completa.
Se avete intenzione a breve di spendere in hardware, consiglio vivamente di prendere in cosiderazione anche questa soluzione.
http://www.apple.com/macbookpro/

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Una piacevole scoperta. Non conoscevo l’esistenza di questo progetto.
BizGres, ovvero il fratellone di PostgreSQL.
In pratica questo BizGres si propone come una versione enterprise di PostgreSQL creata adhoc per BI e DataWarehousing e in grado di poter gestire enormi quantità di dati (parliamo di TeraByte).
Infatti le feature fondamentali di BizGres sono essenzialmente delle migliorie in termini di perfomance delle features già presenti in PostgreSQL 8.1 con in più un’integrazione di tool specializzati nella BI:

  1. Bizgres Loader
    Una versione ottimizzata e più performante del comando COPY di PostgreSQL.
  2. Table Partitioning
    Supporto e ottimizzazione per il range partitioning e list partitioning o combinazione dei due metodi.
  3. KETL Integration
    Integrazione con la libreria ETL di Kinetic Networks che gestice il processo di Extraction, Transformation e Loading (ETL) per i WebLog.
  4. JasperReports Integration
    Integrazione con la libreria più famosa e completa per generare report in Java della JasperSoft

Il progetto è abbastanza giovane (è stato lanciato il 14 Aprile 2005) ed è il frutto di una ambiziosa nuova Open-Company, la Greenplum che ha come obiettivo la realizzazione di una piattaforma enterprise e totalmente Open per fornire alle aziende servizi di Business Intelligence.
Per adesso siamo ancora agli albori. Ma il tutto è abbastanza promettente.
Piccola nota dolente è che per adesso BizGres è disponibile solo ed esclusivamente per Unix e Solaris.
E il fatto che tra i partner di Greenplum spicchi Sun Microsystem mi fa pensare che questo progetto si ricolleghi ai piani strategici della Sun per la creazione della piattaforma Open Solaris Enterprise System e che quindi non si abbia nessun interesse a fare un porting su sistemi Microsoft.
Link: http://www.bizgres.org/

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Primo exploit per Firefox 1.5. Semplicemente è sufficiente settare un titolo lunghissimo di pagina. Questo verrà salvato nella hisotry.dat di Firefox (che contiene la cronologia di navigazione).
Al successivo riavvio di Firefox la lettura della history.dat manderà Firefox in Buffer Overflow facendolo crashare.
E’ necessario cancellare manualmente la cronologia (alias il file history.dat), per poter far ri-partire Firefox.
Un esempio di codice che dimostra l’exploit lo trovate qui:
http://packetstormsecurity.org/0512-exploits/firefox-1.5-buffer-overflow.txt

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Gmail La notizia è circolata la scorsa settimana (la cadenza con cui Google ci ha abituati a nuovi rilasci e nuove applicazioni è impressionante). Questa volta si parlava del servizio di posta gratuito Gmail. Google annunciava l’adozione di un antivirus server su tutte le caselle di poste. Grande contentezza e felicità da parte degli utenti. Mal di testa e preoccupazioni per gli altri servizi free di posta come Hotmail e Yahoo che stanno perdendo sempre più terreno e utenti.
Ma la domanda da geek sul “quale” antivirus Google avesse adottato è rimasta inevasa. Qualcuno (viva i Geeks), si è preso la briga di fare dei test comparativi tra i maggiori antivirus in commercio e quello presente sul suo account Gmail. Alla fine dei test ha stillato una griglia comparativa dalla quale si deduce che l’antivirus adottato da Google è Sophos. Ho avuto in passato in gestione un server di posta Linux con Sophos installato. E’ un signor Antivirus. Se questa deduzione fosse vera, non c’è che dire, ottima scelta, Signor Google.
[Link: http://thebillygoatcurse.com/37/]

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