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J'accuse


Augusto José Ramón Pinochet Ugarte (Valparaíso, 25 novembre 1915 - Santiago del Cile, 10 dicembre 2006)
[Militare, Dittatore, Assasino]

I_migliori

(chi è quello vestito di bianco vicino al dittatore cileno responsabile di migliaia di morti tra il 1973 e 1990??)

Brogli Alla fine son riuscito ad avere la mia copia. Complice il gran clamore suscitato e l’accendersi dei riflettori mediatici sulla questione, il DVD di Deaglio “Uccidete la Democrazia” sembrava introvabile. Ma fortunatamente l’amicizia con il mio edicolante di fiducia “Enricuccio” (che dopo molto tempo finalmente alle mie richieste “Il Corriere, grazie”, non mi rifilia più il Corriere dello Sport ma quello della Sera..), ha fatto si che domenica mattina l’unica copia arrivata nel mio paesino era tra le mie mani (per gli altri, ciccia!..tiè).
In preda ad una curiosità spasmodica, stesso in giornata ho inserito il DVD nel lettore e cominicato la visone.
La mia curiosità più che sul fatto in sé (che diciamocelo pure, lascia il tempo che trova..), era sull’aspetto “funzionale”.
Come era mai possibile alterare i numeri degli scrutini elettorali? E l’informatica che ruolo poteva giocare?
Ma andiamo con ordine. continua a leggere…

Da: http://www.uccidetelademocrazia.com/home.php?n=9&l=it

Chi controlla nelle elezioni lo spoglio delle schede elettorali? Noi, che siamo tutti di pelle spessa, sappiamo bene la storia delle elezioni in Italia e abbiamo pure messo nel codice il reato di «voto di scambio»; noi sappiamo in che condizioni si vota a Corleone, valutiamo lo sguardo di chi sta appoggiato mollemente al muro di fronte al seggio di Scampia, sappiamo che cosa succede nei seggi quando le schede sono contestate, sappiamo della prova del videtotelefonino e che a Catania un voto vale trenta euro, ma che se ne porti cento scatta un bonus. Ma forse non siamo ancora preparati alle enormi possibilità che l’elettronica offre per truccare le elezioni. Si va dallo scandalo americano delle macchinette che registrano il touch screen, ma non permettono la verifica, alla manipolazione possibile da quando la povera vecchietta deposita il suo voto a quando lo stesso viene conteggiato. Noi ci crediamo. Certo, ci facciamo una risata quando Fidel Castro o Saddam Hussein vincono con il 98 per cento dei voti, ma non facciamo una piega quando ci dicono che Bush ha vinto la decisiva Florida per circa quattrocento voti. Noi deleghiamo un po’ troppo a chi conta i voti.
Pensateci.

Io per curiosità sto film lo comprerò e lo vedrò…:-)

Uccidete la democrazia

NoHalloweenDopo quasi un mese di campagna contro il diffondersi in Italia della festa di Halloween, ecco un piccolo resoconto di questa iniziativa.
Ovviamente colgo ancora l’occasione per ribadire il boicottaggio di questa inutile festa commerciale. Questa notte mangiatevi un bel pezzo di torrone e leggere ai vostri figli una bella fiaba (magari di Rodari…)
Ma andiamo con ordine. continua a leggere…

steveme_scarz

Il Briatore pensiero tocca anche la politica. «I nostri rappresentanti attuali in Italia sono scarsi», ha detto non escludendo la possibilità di entrare in politica fra qualche anno. «Se tra un paio d’anni potessi dare un contributo all’Italia perchè no? Ci rivediamo e ne parliamo, la politica non annoia» ha detto il patron della Renault nel corso della trasmissione di Lucia Annunziata ‘in 1/2 h’ in onda su Raitre.
dal Corriere Della Sera.it 15 Ottobre 2006

Ecco, leggendo queste righe mi son fermato, tornato indietro, rilette e non ho potuto far a meno di pensare:
“Steveme scarz’ a ‘cchiaviche”

p.s. Per i non addetti, riporto la traduzione: Eravamo a corto di incapaci.

Campagna di sensibilizzazione contro lo strisciante diffondersi di una festa che non ha nulla (e dico nulla) a che vedere con la nostra storia e tradizione.


BoicottaHalloween

continua a leggere…

http://www.corrieredelmezzogiorno.info/root_sito/pagine/dettaglioarticolo.php?id=2497

«La trasmissione Anno Zero ha procurato un danno all’immagine di Napoli, perciò sto pensando se non a una querela almeno a un’azione civile»

Bella strategia quella di attaccare a testa bassa quando si è nella merda.
Cara sindaco Jervolino, dovrebbero essere i cittadini napoletani a querelare la classe politica napoletana (tutta, e dico tutta, da destra e sinistra) per i danni e le mortificazioni che ricevono ogni giorno sulla propria pelle.

p.s.
Cara sindaco, in un momento così buio della città di Napoli, mi sembra una vera stonatura cercare di far sembrare che tutto vada bene con una notte bianca (che per inciso, a me ste notti bianche hanno anche rotto le palle…).

vouyer Per cercare di dare una botta decisiva agli accessi di questo blog, il titolare qui ha deciso di accondiscendere ai pruriti oto-vouyeristici di questa italietta da inizio millennio. Ormai è dall’estate scorsa (con il caso-Fazio) che in Italia non si fa altro che leggere intercettazioni telefoniche più o meno attinenti con l’oggetto delle indagini.
Quindi, dando fondo alle riserve economiche, ho assoldato il mio co-paesano Vecienz O’Radar noto radioamatore diplomatosi a disatanza alla Scuola Radio Elettra e specializzato nelle intercettazioni via etere.
Ecco a voi la prima parte di una lunga serie di intercettazioni telefoniche che il buon Vecienz mi ha passato. Per rispetto alle persone intercettate useremo dei nomi di fantasia.

Antonio: Pronto. Ciao Nino, sono Antonio…dove stai?
Nino: Uè Antò, sto andando a comprare quei prosciutti..
Antonio: Ah, bravo…fai presto che quella partita andrà a ruba…eh..eh..
Nino: Eh..eh..di nuovo? Eh..eh…quelli sono prosciutti speciali…quel Tir è stato una manna dal cielo.
Antonio: Ricorda di comprarne uno anche alla Signora Maria.
Nino: Certo, e chi si dimentica della Signora Maria..eh..eh..tanto brava e bbona!
Antonio: Eh..eh..quello alla Signora piace il prosciutto fresco…eh..eh.
Nino: Vabbè devo attaccare, ci vediamo dopo, ci sono dei vigili all’incrocio…
Antonio: Cià, cià..

[I personaggi e I fatti qui narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce. Rosi Docet]

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codicedavinciATTENZIONE! Post biliare. La lettura è consigliata solo ad un pubblico simpatico. Avverteze: l’autore di questo post non ha letto (e non ha intenzione di leggere) il libro dell’autore in oggetto. Il tema del post non è inerente al contenuto del libro. E quantunque sia, me ne fotto :-)

Come da oggetto. Dan Brown con il suo libro “Il Codice Da Vinci” mi ha provocato delle lesioni scrotali. Sembra una dittatura culturale. Ogni giorno nei mezzi pubblici che prendo per andare a lavoro ci sono sempre un paio di persone che leggono sto libro o un suo derivato. Si, derivato. Perchè sto libro ha generato un indotto manco la Fiat di Melfi! (guardate qui se non ci credete). Le facce! Leggono sto libro con la stessa attenzione e serietà con cui nel ‘68 si leggevano Mao o Lenin.
E poi adesso il film. E non si parla d’altro. “Hai letto il Codice Da Vinci?”, “Hai visto il Codice Da Vinci?”, “Io non sono più cattolico dopo che ho letto il Codice Da Vinci”, “Ma sarà vero quello che dice il Codice Da Vinci?”.
E Basta!
Poi la domenica compro il giornale e leggo la classifica dei libri più venduti.
Primo posto: Dan Brown - “Il Codice Da Vinci”
Quinto posto: Dan Brown - “Il Codice Da Vinci” edizione per ipovedenti (!!)
Settimo posto: Dan Brown - “Il Codice Da Vinci” edizione illustrata
Decimo posto: Il Codice da Vinci. Taccuino di viaggio (!!)
Sarà anche la mia forma di orticaria per i fenomeni di massa “pecorecci”, ma tutto sto clamore per un libro (ma manco la Tamaro con “Va dove ti porta il cuore”) mi sembra esagerato.
Io intanto mi godo i miei autori di nicchia, le mie letture noir, i miei Benni, Pennac, Picouly, Ammaniti (Ammaniti!!), Calvino…e lascio a voi, cara massa, la lettura di Dan Brown.
Poi magari se qualcuno me lo vuole raccontare…

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manifestiSiamo reduci da una campagna elettorale dai toni molto sopra le righe. In cui i politici hanno dato veramente il peggio. Uno spettacolo indecoroso per chi come me li guardava attonito cercando di capire se quella classe politica fosse veramente espressione del paese.
Ma almeno una cosa buona c’è stata (almeno…per me):
La nuova legge elettorale. Si avete letto bene. Ma non tanto per la legge in se stessa (definita in modo egregio “una porcata” dall’ex-ministro Calderoli). Ma per ciò che non ha prodotto, cioè la “Vanità-elettorale”.
continua a leggere…

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