Mar, 27 Giu 2006
Il No ha vinto.
Bene. Sono contento.
Non per il valore politico del voto (approposito, Sig.Cav. Berlusconi, ma ritirarsi a vita privata? No?), ma per il fatto di non aver dato l’avvio ad una pratica poco ortodossa di cambiamento della Costituzione a colpi di maggioranza.
Adesso lo possiamo dire senza remore.
La riforma proposta dal centro-destra faceva veramente pena.
Scritta male sia nella forma (devolution??) che nella sostanza e soprattutto non organica.
Certo, l’abbiamo detto più volte. Alcune idee erano buone e non facevano altro che “normalizzare” una prassi consolidata.
Ma era necessario? Ho studiato che la prassi, quando è condivisa e reiterata, è norma essa stessa.
Non a caso la nostra Carta Costituzionale è abbastanza “leggera” nel senso che delinea dei principi di massima, per poi lasciare a leggi, prassi e consuetudine il riempimento dei “vuoti”.
In questo quadro è stato possibile poter cambiare forma di governo (xchè in Italia se non ve ne siete accorti da un dieci anni è cambiata la forma di Governo da Governo Parlamentare a Governo di coalizione con “indicazione” del Premier) senza dover cambiare la Costituzione.
Detto questo credo anche io che sia giunto il momento di rivedere l’impianto constituzionale del ‘45. continua a leggere…























