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20 ottobre 2016

La barchetta della speranza

Piove a Piazzolla di Nola. E fuori all'ingresso della Scuola Media Goffredo Mameli, in Via Vetrai, si ripete la stessa e identica scena che va in onda (è il caso di dirlo) da 30 anni.

Una pozza. Una piscina naturale. Larga. Enorme. Piena di acqua e fango. Lo specchio d'acqua piovana impegna tutta la sede stradale antistante il cancello d'ingresso dell'Istituto Mameli, strada, per giunta, sprovvista di marciapiedi. 

Arrivano gli studenti, ci si arrangia come meglio si può. Chi la attraversa inzuppandosi, chi cerca di andare raso muro sperando che nel frattempo non arrivi un’auto distratta a generare un mini-tsunami. 

L’amministrazione locale, più volte sollecitata sia dal Dirigente Scolastico che dai genitori degli studenti, ha finora praticato l’antica arte delle promesse vane. 

Allora, ecco l’idea. Per esorcizzare la sterile abitudine di lamentarsi dei problemi e pensare che il lamento abbia assolto la nostra coscienza di cittadini. Una provocazione. Un sussulto per le menti assopite. 

Una barchetta. Rossa. La barchetta della speranza. Che naviga nelle grigie acque dell’indifferenza a richiamare l’attenzione di cittadini e amministratori al loro dovere. 
Sperando di approdare ad una soluzione in tempi rapidi. 
Stiamo parlando del nostro futuro. Stiamo parlando dei nostri figli.







26 gennaio 2016

Nola, le SmartCity e la Macchina Finale

18 Gennaio 2016. Il Comune di Nola si autoproclama prima Smart City dell'area nolana. Caspiterina. Addirittura "Città intelligente"?
Vado a leggere la motivazione e si parla della presentazione di un'applicazione per smartphone, detta volgarmente "App". Ma quindi, mi domando da profano, cosa c'entra un'App con una città intelligente? Amico Wikipedia, tu cosa mi dici?
La città intelligente (dall'inglese smart city) in urbanistica e architettura è un insieme di strategie di pianificazione urbanistica tese all'ottimizzazione e all'innovazione dei servizi pubblici così da mettere in relazione le infrastrutture materiali delle città «con il capitale umano, intellettuale e sociale di chi le abita» grazie all'impiego diffuso delle nuove tecnologie della comunicazione, della mobilità, dell'ambiente e dell'efficienza energetica, al fine di migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni.
Oh, ecco. Quindi questa App dovrebbe "migliorare la qualità della vita". Bene. Proviamo.
Passo 1, scarichiamo l'App. Cerco "Comune di Nola" sul PlayStore di Google. Nulla. Ma come? Ah, ecco svelato l'arcano. Il Comune di Nola ha pensato bene di utilizzare un'applicazione preesistente, tale FlagMii che sul sito si presenta come "l'app per farti trovare subito dal 118".
Sono confuso.
Approfondisco e scopro che questa App rivende un servizio di "Avvisi e allerta ai cittadini". Scarichiamo. Installiamo. Mi si chiede una conferma del mio numero tramite SMS. Fatto.
Vado nei canali di notifica. Tra i tanti comuni (quindi siamo in buona compagnia) trovo anche Nola.
Mi iscrivo. Dai, mi dico, non è stato tanto difficile. Ok. E adesso?


Mi sento Smart! Smart ai massimi livelli. C'è un link. Clicco.


Ricapitolando. L'App del Comune di Nola in realtà non è un'App. E' un canale di un'applicazione che fa tutt'altro.

Volendo chiamare le cose con il loro nome, mi verrebbe da dire che questo canale "monodirezionale" di comunicazione aperto dal Comune di Nola è semplicemente un modo per fare pubblicità e propaganda delle iniziative comunali. Ad oggi mi son arrivate un paio di notifiche di eventi e mostre.
Al contrario, io non posso comunicare nulla all'amministrazione. Non posso ricercare numeri utili, segnalare guasti o problemi, fissare un appuntamento. Nulla. Dici, ma perché cosa vorresti fare? Una cosa tipo questa: https://sensor.comune.bolzano.it/

Allora mi è ritornata in mente questa storia. Nel 1952 il noto matematico e ingegnere statunitense, Claude Shannon, sulla base dei suggerimenti dello scienziato Marvin Minsky, realizzò una cassettina di legno con un interruttore su una faccia. La chiamò la "Macchina Finale".
Se si azionava l’interruttore partiva un insistente e fastidioso ronzio. Lentamente il coperchio si alzava e ne veniva fuori una mano meccanica che disattivava l’interruttore e si ritirava nella cassettina.
Arthur Clarke al riguardo scrisse: "C’è qualcosa di indicibilmente sinistro in una macchina che non fa nulla, assolutamente nulla, eccetto spegnersi".


3 giugno 2014

Non c'è Tripaldi per gatti

Prologo:
Il 25 Maggio si è votato a Nola per eleggere il nuovo Sindaco e relativo consiglio comunale.
Sono arrivati al ballottaggio il Sindaco uscente Geremia Biancardi (Forza Italia) e Domenico Vitale (UDC-NCD). Insomma una partita tutta interna alla destra.
La candidata per la coalizione di centro sinistra, Maria Franca Tripaldi, scelta dopo il consolidato metodo delle primarie, ha raccolto un esiguo consenso senza riuscire a scalfire minimamente il blocco di consenso che ruota attorno alle coalizioni di centro destra.
Pochi giorni dopo il primo turno, Domenico Vitale annuncia la volontà di apparentarsi per il ballottaggio con la Tripaldi e con Arturo Cutolo, altro candidato sindaco (quasi gli stessi voti della Tripaldi) di area Forza Italia con l'appoggio della Destra Sociale.
Insomma, ciò che prima era opera di distinguo, adesso è unito con tanto di accordo firmato.

Il Fatto:
Dopo questa notizia, scrivo un tweet indirizzato alla Tripaldi (unica candidata sindaco, va detto e dato atto, ad avere una presenza sui social network decente). Oggi la Tripaldi mi risponde:


Epilogo:
Il programma che la Tripaldi mi invita a confrontare con l'accordo dell'apparentamento, io lo conosco bene anche perché l'ho votata al primo turno (partecipando anche alle primarie sostenendo il giovane Gianluca Napolitano).
Un programma molto articolato, anche ben scritto, con dei punti molti specifici come il ruolo delle donne nell'amministrazione, l'attenzione per i disabili, lotta agli sversamenti abusivi, edilizia scolastica, lotta all'obesità infantile.
Il tutto argomentato abbastanza bene.
Qui sotto invece riporto l'accordo firmato dalla Tripaldi con Vitale e Cutolo.
Credo che il tutto si commenti da solo.
(sembra quello che io chiamo il Programma Algebrico. Più questo, meno quello, Ridefinire, Introdurre, Valutare, Rimodulare. Come?? Boh!)
E anche questa volta a Nola abbiamo perso l'ennesima occasione per poter costruire un percorso politico antagonista ad un blocco clientelare, culturale e di potere che da anni mortifica e violenta il territorio e il futuro dei nostri figli.
Ovviamente, lieto di essere smentito dai fatti.



17 febbraio 2014

Bruno Giordano Bruno


Ovvero di quando il neo vicino di casa venne a casa mia per chiedermi consiglio sull'acquisto di un notebook (e quann'maje...).
"Ho saputo che aggiusti i computer".
"No. Non aggiusto i computer".
La dura battaglia, persa in partenza, nel far comprendere il proprio lavoro.

Comunque. Colsi così l'occasione per scambiare due chiacchiere, dargli il benvenuto al Cantone e offrirgli un caffè.
In casa Pinellus il caffè è sacro e non manca mai.
Così ci sedemmo al tavolo del salone e cominciammo a chiacchierare. Di dove sei, cosa fai, come ti trovi a Piazzolla di Nola.
E lui cominciò a fare una cosa che io detesto tantissimo. Iniziò a rivendicare le proprie origine napoletane, prendendo le distanze dai "paesani cafoni" e a rimpiangere la terra natia.
Ed ecco la solita storia che dalle nostre parti (nel nolano n.d.r.) manca proprio la cultura, che la gente ha una mentalità contadina e poco incline alle novità.
"Specie nel campo della moda".
Sì, perché il neo vicino si era appena dichiarato imprenditore nel ramo tessile. Stilista, per la precisione.
La tentazione di chiedergli "Allora aggiusti le t-shirt??" fu grande.

Invece mi imbarcai in una strenua difesa del territorio nolano, proprio io, oriundo napoletano, così come il mio ospite, cercando di fargli comprendere che le generalizzazioni erano sbagliate. Che nel nolano si sta bene eccetera eccetera.
Poi aggiunsi, illuminato ed impettito dal calzante esempio, che Nola, soprattutto, aveva dato i natali al grandissimo Giordano Bruno.
Mentre enunciavo questa perla di cultura generale, con la coda dell'occhio vidi Nina col vassoio del caffè in mano venire verso di noi girando l'angolo del muro che divide il salone dalla cucina.

Il mio ospite, alle parole "Giordano" e "Bruno", si illuminò all'improvviso. Il suo viso si distese in un'intuizione, l'infusione del Genius Loci era palese. Empaticamente sorrisi anche io con lui, per agevolare il parto, annuendo insieme alla sua testolina mentre dalla sua bocca uscirono queste parole:
"Ah! Giordano Bruno! Il calciatore del Napoli!"
Nell'ordine: Nina trattenne a stento una risata facendo traballare il vassoio con i caffè e con una lesta retromarcia si nascose dietro il muro; il mio sorriso si spense in una smorfia di delusione; ricordo chiaramente di aver avvertito un vento gelido sulle caviglie. Ed era Giugno.
"No, no, stai confondendo con Bruno Giordano, io parlo di Giordano Bruno...il filosofo...il rogo...".
L'enorme punto interrogativo dipinto sul volto del mio ospite, mi convinse nel non insistere ulteriormente.

Oggi è il 17 Febbraio. In questo giorno, nel 1600 a Roma in piazza di Campo de' Fiori, veniva bruciato il corpo di Giordano Bruno. L'altro.

27 ottobre 2013

Il Nemico lapalissiano e lo spettro delle soluzioni.

Terra dei fuochi.
Sono passati sette anni da quando apparve questa definizione in un articolo su Nazione Indiana. Era il 2006.
I tempi forse all'epoca non erano maturi. O forse l'emergenza rifiuti urbani era prioritaria nel sentire comune.
Poi, improvvisamente, da quest'anno è montata pian piano l'onda di indignazione. Ed ecco arrivare l'emergenza.
(sulla Fenomenologia delle Emergenze, vi invito a leggere questo post: http://www.pinellus.it/2013/10/fenomenologia-delle-emergenze-o-campana.html)
Siamo ad oggi, anzi ieri, con la prima grande manifestazione territoriale sul tema svoltasi a Napoli.
Un esaustivo resoconto:

Insomma. Il corteo ha sancito la fine della luna di miele.

Luna di miele agevolata da quello che io chiamo il "Nemico lapalissiano".
Il Nemico lapalissiamo è qualcosa di insindacabile. Come dire: La cacca puzza.
Aggregare lotta e indignazione in questo caso è abbastanza semplice. Il problema è vero, reale, tangibile.
Molto meno lo è invece il soggetto responsabile del problema, che in questo caso è un'entità astratta, non definita. La Camorra, I Governanti, le EcoMafie, le FabbricheDelNord etc.
Ed ecco che le adesioni fioccano da tutte le parti.
Partiti, movimenti, associazioni, religioni. Tutti contro il Nemico lapalissiano. Nessuno responsabile.

Nelle varie sigle sorte in questi mesi, si tende a ribadire che si tratta di movimenti apartitici, autonomi. Si parla del "palazzo", "dei politici" come i nemici. Un poco lo schema portato avanti dal Movimento 5 Stelle.
Insomma, mesi di articoli sui giornali, di Iene, di foto con scritte sui socialnetwork, alla fine siamo arrivati all'apice dell'attenzione e dell'aggregazione, tanto da riuscire ad organizzare varie manifestazioni territoriali (quella di Nola del 19/10/2013 con mia sorpresa ha mobilitato tantissima gente).

La manifestazione di ieri a Napoli, come dicevo, ha fatto emergere le prime crepe. E' arrivato il male assoluto di tutti i movimenti:
Lo spettro delle soluzioni.

Assodato che c'è un problema, poi bisogna pensare anche a delle soluzioni. Concrete. Perché dopo la manifestazione, come dico sempre, la vita va avanti. C'è chi ha il problema "vero" e chi quel problema tornato a casa se lo chiude fuori la porta.
E proprio sulle soluzioni che il "fiume in piena" rischia di disperdersi in tanti piccoli rivoli di distinguo e di opportunità.

Ho alcune domande che mi pongo ogni volta che leggo qualcosa sul tema.
E a queste domande mi piacerebbe che qualcuno mi rispondesse, per darmi la possibilità di capire meglio.

  • Un conto sono i roghi tossici e lo smaltimento illegale di sostanze tossiche. Altro è il problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Perché il movimento sta mischiando le cose?
  • Le ecoballe stoccate a Taverna del Re sono un gigantesco problema. Specialmente per chi in quel posto ci vive. Diciamo no all'inceneritore di Giugliano. Ok. Quale altra soluzione esiste? Ma concreta, però. Che dia una soluzione a chi vicino a quella montagna di munnezza ci vive.
  • Attualmente il Comune di Napoli sta mandando i "nostri" rifiuti via mare in Olanda. In Olanda i "nostri" rifiuti vengono smaltiti attraverso dei termovalorizzatori. Perché in Olanda sì e qui no?
  • E' proprio necessario questo clima di terrorismo da "ricordati che devi morire", senza avere una base scientifica solida? Possiamo pretendere dai vari medici in prima linea dati chiari e inconfutabili? Il terrore è un buon aggregatore, ma senza una verità provata a supporto, dura il tempo di una stagione. Domanda: In Campania il numero dei tumori è veramente superiore alla media nazionale? Possiamo mettere in correlazione tutte le morti per tumore al problema Terra dei Fuochi?
  • Bonifica. Tutti ne parliamo come la panacea. Ma concretamente qualcuno ha idea di come possano essere bonificate le terre inquinate?
  • E' possibile ragionare di questi problemi senza che ad ogni voce di dissenso arrivi ogni volta un articolo "contro" o la retorica dei bambini e dei morti di tumore?
Ogni contributo è vivamente apprezzato.


26 giugno 2012

Il Pino di Via Palermo


Vicino casa mia, c'è questo viale. Si chiama Via Palermo, una stradina di campagna, abbastanza solitaria (anche troppo e spesso luogo perfetto per abbandoni di rifiuti impropri). Questo viale è parte dei nostri percorsi del running domenicale. Sono ormai quasi tre anni che ci passiamo a passo galoppante.

Lui ci aspettava sempre. Lo scorgevi appena imboccavi il viale. La sua chioma come un gigantesco ombrello che quando ci passavi sotto e alzavi la testa ti rendevi conto della maestosità della natura. Il Pino di Via Palermo era diventato un nostro amico fidato, ci passavamo accanto e con rispetto lo salutavamo.

Stasera Raffaele tornando dalla sua corsa serale mi ha comunicato che il Pino di Via Palermo non c'è più. E' stato segato. Peccato.



L'Entropia della Festa dei Gigli

ph: luca pignataro
Edward N. Lorenz, matematico statunitense, esponente e ricercatore della Teoria del Caos, si chiedeva: "Può il battito d’ali di una farfalla in Brasile scatenare un uragano nel Texas?"

Ebbene, ieri il Sindaco di Nola Geremia Biancardi ha dato forse una svolta decisiva alle speculazioni sull'Entropia e il Caos. Sì, perchè il primo cittadino nolano ha affermato che a scatenare gli incidenti di domenica notte che hanno portato alla sospensione della festa è stato lo scoppio di una bottiglia di spumante scambiato erroneamente per un colpo di pistola (sic!) .
"Non ci sono stati nè spari nè risse, ma solo un equivoco scatenato dallo scoppio di una bottiglia di spumante che ha generato panico ed un fuggi fuggi generale, che ha provocato diversi contusi ai quali va la mia piena solidarietà e vicinanza"
Bene, quindi, grazie all'estrema lucidità di analisi di Biancardi, possiamo formulare il seguente postulato alla Teoria del Caos:
"Uno scoppio di una bottiglia di spumante a Nola può scatenare una mega rissa tra paranze a colpi di 'varretielli' e mandare 12 persone al pronto soccorso".




17 giugno 2012

Lounge della bocciofila

A Piazzolla di Nola c'è un incrocio chiamato Cinquevie (indovinate perchè...) dove fino a poco tempo fa c'era una bocciofila. La S.B. Michelangelo. Ogni volta che passavi con l'auto ci trovavi sempre un capannello di vecchietti intenti a parlare tra di loro e a consumare qualcosa nel bar della bocciofila.
Da qualche tempo al post della S.B. Michelangelo è stato aperto un avveniristico "Lounge Bar", molto figo con arredamento stile New York. Si chiama "Vida Nueva Lounge Bar".
Tutto nuovo, tutto bianco. Però i vecchietti sono sempre lì, con il solito capannello.
Magari a ordinare il loro solito caffè corretto all'anice, però Lounge.