1 settembre 2019

Settembre, quell'ombra gigante


Mi pare di averlo già scritto altrove. Per me Settembre è il vero inizio anno. Tutte quelle cose dei resoconti, tirare linee e fare somme, ecco quelle, mi vengono meglio (e naturali) a inizio Settembre che a Capodanno.

Non scrivo qui sopra da tanto (troppo) tempo. Anche questa cosa l'ho già scritta in un altro post. Credo circa un anno fa. Quindi adesso mi scriverò addosso, ne ho voglia (bisogno?) e quindi lo faccio.

In questo calendario "pinellus" (con anno che quindi parte da Settembre 2018 e si conclude ad Agosto 2019) sono accadute tante cose che possiamo derubricare facilmente alla voce "vita di professionista di mezza età con moglie e figlie adolescenti". Il lavoro in questo periodo della mia vita è diventato abbastanza totalizzante con molte più responsabilità e con la ferma determinazione di creare lavoro anche per altri. Diventare ricco non è nelle mie corde, sono troppo fesso. Però ho capito che il mio lavoro può creare lavoro per altri. Ed è l'atto più politicamente rivoluzionario che sto mettendo in atto in questo periodo.


Ho inoltre riflettuto che se fondassi un movimento politico con al centro le problematiche della gestione dei "Genitori Anziani quando ormai hai una tua vita", potremmo agevolmente arrivare ad un buon 45% di voti. E quest'anno del calendario "pinellus" è stato caratterizzato proprio da tanti problemi in questa sfera. Quindi un anno a contatto con la Sanità Pubblica, corsie di ospedali e sensi di colpa (quelli che vengono quando decidi di fare qualcosa per te e alle tue spalle c'è un'ombra gigante che ti sussurra in un orecchio "papà e mamma stanno da soli a casa e tu non li vai a trovare da settimane, sei una merda!").

Sono quello che vota i partitini del 1,3%. Quando vedete in televisione i risultati elettorali e ad un certo punto arrivano queste cacatelle che uno dice "ma chi è lo sfigato che vota questi partitini??". Eccomi. E ci tengo anche a dire che voto questi partiti residuali anche senza convinzione, quasi col naso turato. Sì, ho le mie idee e la presunzione di avere ragione. Voto chi mi possa rappresentare.
Ed ecco un altro dramma: "La solitudine di chi non sta né con il PD, né con Salvini e tanto meno con quelle merde del M5S ma viene necessariamente incasellato in uno di questi schemi".
Uno dei grandi mali di questi tempi è proprio questa semplificazione nella visione della società portata ai vertici della politica.
Motivo per cui ormai discutere di politica mi annoia e lo trovo squalificante.


A Barcellona ho iniziato a ripetere alle mie figlie di considerare seriamente l'ipotesi di immaginare un loro futuro in questa città.
La qual cosa fa di me un vecchio disilluso che non manca mai l'occasione di ribadire quanto faccia schifo il nostro paese paragonato ad altri paesi europei. Però poi penso che se loro andassero via, a Barcellona, io e Nina rimarremmo da soli qui ad alimentare quell'ombra gigante dietro ad ogni figlio. Ma tanto io e Nina in vecchiaia abbiamo progetti Hippy, da girovaghi. Non dovremmo (e non vogliamo) essere una zavorra per le nostre figlie.

Ma poi spiegatemi una cosa. Vedo che vi state (voi altri)  riempendo di tatuaggi, alcuni cattivissimi, altri con frasi lapidarie, in alcuni casi si vede la mano di veri "scarpari" (un Che Guevara che pareva Alvaro Vitali). A conti fatti la vostra vita è quella che è, anzi, nella maggior parte dei casi l'effetto è quello di somigliare verosimilmente ad un parente stretto dell'organo riproduttivo maschile.


Io e Nina siamo quelli che mettiamo i feltrini sotto le sedie.
Hanno scoperto una correlazione tra il mettere i feltrini sotto le sedie e l'essere un buon pagatore.
Ci abbiamo riflettuto su questa cosa e deve aver a che fare con la propria concezione di stare al mondo. Tendenzialmente noi cerchiamo di non arrecare problemi o disturbo ad altri. Quando scendiamo in una delle splendide calette di Scopello, alle volte torniamo su portandoci appresso non solo la nostra immondizia, ma anche qualcosa abbandonata da altri.
Il me stesso ventenne mi avrebbe preso a botte per quanto sono "precisino".

Le responsabilità. Ecco l'altro fardello. Quello che ad un certo punto capisci che non puoi evitarlo e devi portatelo dietro la schiena. E camminare. In salita. Col caldo. E che sfaccimma!
Responsabilità. E Sensi di Colpa. Quel partito di cui sopra lo potremmo chiamare così.
Responsabilità e Sensi di Colpa.
Il manifesto di noi quarantenni nella gerontocrazia italiana di inizio 21° secolo.


Dite la verità. Quest'ombra gigante dietro l'avete anche voi. Vi parla ogni tanto. E vi dice che siete fuori tempo, da sempre. Sempre in ritardo. Perché quando avete capito le regole del gioco, qualcuno passa e le cambia. Perché toccava a noi da venti anni. Ma ormai siamo vecchi e quindi amen. Che avremmo dovuto mettere le città a ferro e fuoco per reclamare giustizia e pretendere il nostro futuro. Ci siamo persi a riflettere noi stessi nello specchio. Bellissimi. Con quella scritta a inchiostro sull'avambraccio "Never Give Up".

Massimo qualcosa lo aveva intuito, secondo me. Massimo è stato il mio professore di Sistemi Informatici alle scuole superiori. Quando ci faceva lezione e ogni tanto divagava sul mondo, ci esortava proprio a non accontentarci e a lottare, che stava cambiando il mondo (già allora, anni 90). Massimo era uno di quelli che sognava un mondo migliore. E spesso l'ho rivisto in vari incontri tra uomini sognatori. Sempre bello rivederlo e poterci parlare.
Ho saputo la settimana scorsa che Massimo è morto. Dopo una lunga malattia.


Adesso scusatemi, devo continuare la salita.
Potete passarmi quel fardello lì? Quello, sì. Quello enorme e pesante.
Io vado, ci si vede alla prossima sosta.