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18 settembre 2020

Io domenica voterò NO


Scrivo qui per comodità e per esaustività il mio pensiero sul perché voterò con convinzione NO al referendum sul taglio dei parlamentari.


La prima asserzione, cristallina e incontrovertibile è che questo taglio "lineare" della rappresentanza è solamente il climax (triste e mesto) di venti anni di populismo anti-casta all'italiana.
(populismo che ha generato il M5S e ha dato nuova linfa alla quasi defunta Lega Nord)
Un taglio lineare di 345 parlamentari, senza un'organica riorganizzazione dei meccanismi di rappresentanza democratica (Legge Elettorale, Regolamenti Parlamentari, Bicameralismo etc.) ha il solo scopo di portare l'agnello sacrificale sull'altare del qualunquismo e della propaganda populista che individua nella "Casta" (odiosa terminologia in voga nel primo decennio di questo secolo) l'origine di tutti i mali.
Il Parlamento (e la politica in generale) ostaggio di questa narrazione, ha votato (quasi) all'unanimità questa legge senza alcuna obiezione (chi avrebbe mai potuto spiegare un voto contrario?? Non vuoi tagliare "le poltrone"!? Allora sei Casta!!!).
Sono anni che cerchiamo una riforma organica della seconda parte della nostra Costituzione.
Purtroppo non c'è mai stata maturità politica e leadership adeguate per farlo.
Quindi, procediamo a piccole revisioni disorganiche per fini propagandistici (vedi la riforma del titolo V per il federalismo che ha mostrato durante il Lockdown tutta la sua caoticità).


Seconda asserzione, questo taglio lineare della rappresentanza è inutile.
Facciamo raffronti con altri paesi che servono a poco. Chi ha studiato un po' di meccaniche istituzionali, sa bene che ogni Stato è storia a se. Dire "eh ma in Inghilterra ne hanno di meno" non significa nulla.
In questo momento, tagliando il numero dei parlamentari si arriverebbe solo ad avere meno rappresentanza in parlamento, mortificando i partiti minori, dando più potere alle segreterie dei grandi partiti (pensate alle minoranze linguistiche o alle regioni più piccole e/o a statuto speciale).
Un taglio dei parlamentari, inoltre, non risolve il vero problema del nostro parlamento, cioè la qualità (e non la quantità) dei nostri rappresentanti (che votiamo noi, tra l'altro).


Terza asserzione, questo taglio non ci farà risparmiare soldi pubblici.
Le spese per mantenere su il carrozzone del Parlamento (inclusi Camera, Senato, vitalizi etc.) incide annualmente per lo 0,21% sui costi generali dello Stato. Per capirci annualmente a ciascuno di noi, la "democrazia parlamentare" costa un paio di pizze con birra.


Ci sono degli sprechi? Certo. Si può risparmiare? Certo, eticamente è corretto non sperperare soldi pubblici. Ma perché tagliarci l'uccello per far dispetto alla moglie??
Perché non superare questa narrazione da "magliari pezzenti" per cui un parlamentare "è un nostro dipendente" che deve essere pagato poco, deve viaggiare in tram come chiunque (guai usare le auto blu!!!) e che i nostri rappresentanti non debbano essere i migliori perché, tanto, quel lavoro lo può fare chiunque?


Ma basta! Basta! Governare è una cosa seria e richiede competenze e conoscenza della macchina statale e delle dinamiche socio-economiche! La politica richiede competenze e tempo. E queste cose hanno un costo! Ma veramente vogliamo essere rappresentati da chi parla per slogan e affronta i problemi facendosi i selfie???


Però, poi, quando andiamo in ospedale cerchiamo e pretendiamo il miglior chirurgo per noi e i nostri cari. Perché allora non facciamo lo stesso quando eleggiamo i nostri rappresentati?


La Democrazia non può essere gestita con le logiche aziendaliste secondo cui se un lavoro può essere fatto da meno persone allora possiamo licenziare qualcuno e ridurre il personale. La retorica del "Risparmio", unico e solo totem di questa maldestra legge, è un deciso passo verso il baratro in cui stiamo lentamente portando la nostra democrazia.
Il giorno che noi cittadini chiederemo ai nostri rappresentati non più "quanto mi costi? quanto spendi?" ma, ad esempio, "perché in Italia chi è ricco lo è sempre di più e chi è povero rimane tale??", oppure "perché ti sei astenuto nel voto contro Lukashenko?", quello sarà un gran bel giorno.


Per questo, io domenica voterò NO.

9 dicembre 2018

L'essenziale

Piede sinistro, poi piede destro. La mezza luna rotea verso sinistra. La tacca si ferma. Ridiscendo e poi risalgo. Confermato, ho perso un altro chilo. La bilancia conferma quello che vedo già allo specchio. Sto mangiando di meno. Sto mangiando meglio. Soprattutto mangio poco la sera.

L'inizio è stato anche abbastanza casuale. La Bionda che fa i compiti, scienze. Mi dice che sta studiando l'indice di massa corporea. Papà, lo vuoi fare? Certo. Altezza, peso, età. L'imbarazzo di risultare "al limite dell'obesità". Porca miseria, in effetti non è proprio un periodo di forma, ma leggere "obesità" mi ha allarmato. Da lì è partita la mia alimentazione all'insegna dell'essenziale. E devo ammettere di sentirmi anche molto meglio, nonostante il Censis nel suo rapporto annuale, ci abbia dipinti come un paese di sfigati e falliti.
Pressure pushing down on me
Pressing down on you no man ask for
Under pressure
That burns a building down
Splits a family in two
Puts people on streets
Che poi mica ci voleva il Censis per capirlo. Basta guardarci, vecchi, impauriti, disillusi e cinici. Mi capita spesso ultimamente di discutere con persone dichiaratamente cattoliche su temi quali l'uguaglianza, solidarietà e carità. Io che sono ateo ormai sembro il nuovo San Tommaso d'Aquino al cospetto del mio interlocutore cattolico che ha difficoltà nel contenere la bava dalla bocca quando si parla dei "marocchini" (variabile metasintattica che al Sud vale come identificativo univoco per tutte le genti che vengono dal continente africano).

Eppure io sono convinto che le nuove generazioni sono diverse, che il problema siamo noi, cioè il cordolo dei nati tra il 1970 e il 1990. Quelli che hanno visto passare davanti agli occhi il carrello con l'arrosto, hanno aspettato il turno, ma quando è toccato a loro il vassoio conteneva un poco di olio e un pisellino spiaccicato. Questa cosa in effetti può generare ampie rotazioni di palle.

Le nuove generazioni invece di quel vassoio non sapranno manco l'esistenza e questo mi induce a credere che questo periodo di merda in cui sto assistendo a cose veramente surreali sul piano politico ed umano, non è altro che il finale di un periodo, lungo e straordinario, iniziato a metà secolo scorso e ormai giunto al capolinea. L'essenziale, quello che ci porteremo dietro da questi tempi, è solo l'amore.
Cause love’s such an old fashioned word
And love dares you to care
for the people
on the edge of the night
And love dares to change
our way of caring about ourselves
This is our last dance
This is our last dance
This is ourselves
Under Pressure
Under Pressure
Pressure
Sì, sono andato a vedere il film Bohemian Rhapsody, mi è piaciuto e mi sono commosso. E anche perché quando cantavano i Queen io ero giovane, comunista e del carrello con l'arrosto non mi è mai fregato, stupidamente. O forse è la mia vera forza.

(il testo citato è "Under Pressure" dei Queen)




18 novembre 2018

Quelli di prima

Politicamente parlando, è proprio un periodo di merda.
Sono portato allo sconforto non appena inizio ad approfondire. a scorrere timeline sui social, discutere con colleghi di lavoro, clienti e amici.
L'altro giorno parlando con un dirigente di un'azienda pubblica, mio cliente, che in passato si era apertamente dichiarato contro quest'avanzata populista, adesso mi dice che la sola speranza per l'Italia è Luigi Di Maio. I dirigenti pubblici, si sa, fiutano la direzione del vento prima di chiunque. Io ho abbozzato, salutato e ho abbandonato la stanza avendo nella testa una di quelle scimmiette a carica con i piatti nelle mani che suonando gridava "La sola speranza per l'Italia è Luigi Di Maio!!".

Roba da farsi venire gli attacchi di panico. Come sabato scorso al banco carni del supermercato. Mentre sceglievo la tracchia per il sugo, odo un mugolio. Mi volto a sinistra e mi accorgo che la signora accanto a me è in lacrime e trema. Le chiedo se va tutto bene, domanda retorica del cazzo, è evidente che non va bene nulla. Infatti lei conferma, scuotendo il capo e iniziando a piagnucolare. Le prendo le mani e cerco di darle sostegno. Intanto chiedo aiuto al tizio della macelleria che mi dice di farla sedere su un bancale di tonno in scatola. La signora si siede e io accanto continuo a tenerle le mani. Signora, si sente male? Un calo di pressione? No, la signora mi sussurra che è un attacco di panico, di non preoccuparmi che tra poco passa e che ormai lei ci convive da più di dieci anni. In effetti dopo un paio di minuti in cui parliamo delle solite banalità e dell'importanza della respirazione diaframmatica, lei si alza dal "Tonno di Spade" (battutona) e riprende la spesa come se nulla fosse.

Ho divagato. Ero arrivato agli attacchi di panico. I miei, attacchi di panico, che non arrivo alle lacrime, ma la sensazione è di impotenza e di rabbia. Rabbia soprattutto per la consapevolezza di essere nato nel peggior periodo possibile. Di aver vissuto i miei trent'anni nel pieno di una crisi che manco il dopoguerra. E che il dopo crisi si sta rivelando un incubo che alle volte rivedo la Germania degli anni trenta.

Voi penserete che questo mio stato emotivo sia dovuto all'allegra armata brancaleone di quei cialtroni del Movimento 5 Stelle sommati alla Lega di Salvini. No, loro sono una conseguenza, fanno il loro lavoro di deficienti e di odiatori. E lo fanno bene. Molto bene.
Il mio problema è pensare a chi li fermerà e come. Con quale arma politica si potrà terminare questo incubo.

Uno dei ritornelli più gettonati e utilizzato per difendere gli attuali governanti dalle critiche è il seguente:

"Ma perché cosa hanno fatto di meglio Quelli-Di-Prima??".

Ed hanno proprio ragione. Perché se Quelli-Di-Prima (da adesso in poi QDP) fossero stati bravi, mica la maggioranza degli italiani era così stronza da non votarli più? Ed è proprio qui il punto. QDP stanno ancora lì. QDP sono quelli che pensano di poter offrire la soluzione al problema, quando il problema sono proprio loro. QDP non mollano. QDP invece di far avanzare i ventenni e trentenni di oggi, stanno ancora a chiedersi come sia stato mai possibile che la gente non li abbia votati.

Ecco, io ormai ho preso coscienza che alla soglia dei miei quarantacinque anni, la mia generazione è stata massacrata, umiliata e che non serve più ad un cazzo. Avanti i nuovi, vi prego fatevi avanti. Io per quanto è di mia competenza vi aiuterò in tutti i modi a venire fuori, sarò la vostra levatrice.
Ad un patto, però. Che vengano spazzati via QDP.
Vi aspetto ragazzi, seduto su bancale di tonno all'olio d'oliva.
Espira, inspira, espira, inspira...

6 febbraio 2018

Il Cliente, fino al 4 Marzo, ha sempre ragione


Ancora devo capire qual è il merito di tanti nel professarsi italiani e, di più, esasperati tanto da auto giustificarsi per atti di violenza contro altre persone che non sono italiane.
Ed è tutto un comprendere, un si-ma-però, un giustificare. E nessun personaggio istituzionale che dica con fermezza che quello che è accaduto a Macerata, ma più in generale quello che sta accadendo in questo paese da qualche anno, è una deriva fascista. Esiste la parola, usiamola. Fascismo.

Stiamo rivivendo quella stagione di mollezza intellettuale, affaticamento della ragione che può 
permettere a qualcuno di giustificare un ragazzo che va in strada a sparare a degli africani.
Ma cosa siamo diventati? E' mai possibile che ormai l'unica azione politica dei partiti e movimenti in Italia è di assecondare il proprio elettorato?

"La gente è esasperata", "gli italiani non ne possono più" e così si giustifica tutto e arrivano ministri di partiti sedicenti di sinistra che aprono Lager (sì, come quelli tedeschi che tanto fanno impressionare i vostri figli in film con pigiami a strisce visti e rivisti nelle scuole) sulle coste libiche.

Vogliamo dire senza più timore che la Lega è un partito fascista? Che il M5S è un magma di intolleranza e violenza incanalato verso le istituzione ma che ammicca pesantemente alla xenofobia dilagante? O dobbiamo continuare a citare Voltaire a capocchia e fregiarci di essere sinceri democratici quando qui ci sono partiti paramilitari organizzati che cavalcano quest'ondata di intolleranza e razzismo?

Dire "si però la gente è esasperata" ha la stessa valenza di quelli che "aveva la minigonna, ora si lamenta pure dello stupro?".
Il Cliente non ha sempre ragione. La politica non ha il compito di essere il genio della lampada con "ogni tuo desiderio è un ordine", abbiamo una base fondante come comunità che parte da eventi tragici e queste basi devono essere inamovibili e non negoziabili.

Gli atti fascisti sono da condannare senza alcuna esitazione. Il ragazzo di Macerata è un fascista. I partiti e i politici che inneggiano al nazionalismo, alla xenofobia e giustificano la violenza, sono fascisti.

E in quanto tali vanno denunciati, depotenziati ed eliminati.
Sempre se ne abbiamo ancora la forza (o voglia?)


10 gennaio 2018

Record di occupati. Sicuri?


È iniziata la campagna elettorale. Ed ecco puntuale arrivare la propaganda, amica intima di tutti gli schieramenti politici. È la ricerca del consenso, baby.

La sintesi da titoloni è stata molto semplice "Record di occupati, mai così tanti da 40 anni", che di rimando, adottando una semplice consecutio mentale, attribuisce tale dato all'opera del governante di turno.
Ma andando poi a vedere questi dati nel dettaglio, si legge qualcosa di diverso.

In totale l'occupazione è aumentata. Ma quale?
La spinta forte è tutta concentrata nei contratti determinati, ovvero precari. Si definisce, questo, un aumento non strutturale. Oggi c'è. Domani, boh.

Il segmento maggiormente interessato da questo aumento di occupazione è quello degli over 50.
Ricapitolando:
Sono aumentati gli occupati, vero. Sono però in maggioranza precari e pure vecchi.

Io onestamente in questi dati non ci vedo nulla per cui esaltarsi o gioire. Tutt'altro.


25 giugno 2017

La Post Ideologia veramente ci ha liberati?


Il tempo delle ideologie è finito. Lo ha detto Beppe, sarà così.
Ma allora cosa resta? Il cittadino, pare. Resta un uomo con diritti e doveri, immerso in un meccanismo meramente economico.
La dittatura dell'homo oeconomicus, un mero contabile dei propri benefici. Potrebbe essere anche una strategia vincente. Potrebbe.

Quindi, barattare i concetti di "giustizia sociale" e di "uguaglianza dei popoli" con quelli di onestà, legalità e dei costi della politica.
Le "autoblù" come nuovo nemico del popolo. I partiti politici e i "politici" come unico ostacolo alla felicità. Eliminiamo i "politici", dicono, con la democrazia diretta.
Ma per cosa? Per quale fine?

Il dubbio personale è quello di una riduzione ad una prospettive meramente contabile.
Se "il problema", in questo scenario post ideologico, è diventato la gestione economica e politica dello Stato, allora diventa legittima la domanda "Perché pagare così tanto la democrazia parlamentare?"
Ma è proprio questo il problema?

Ed ecco all'orizzonte un nuovo soggetto "post-ideologico". Il CittadinoContabile. Esperto e studioso di voci di spesa della pubblica amministrazione. Tutto è uno spreco e tutto può essere gestito diversamente in base al tipo di problema. "Quei soldi" potrebbero essere destinati a chi è indigente. Un trasferimento economico. Lo Stato è la più grande industria del paese. La povertà, in questa visione, è quindi causata dalla corruzione dei politici e dagli sprechi della pubblica amministrazione, in alcuni casi la colpa è di chi viene nel nostro paese a cercar fortuna (complice il lassismo dei politici che non mettono le esigenze del cittadino avanti a tutto).

Il meccanismo economico alla base del sistema, è fuori discussione. È dato. Riflessioni sui rapporti sociali e sull'etica dei singoli, inesistenti. Potremmo vivere felici in questa placenta del libero mercato di merci e uomini e della finanza creativa. Il CittadinoContabile non ha aspirazioni se non quella della realizzazione del proprio benessere, possibilmente senza rotture di cazzo. 

Finalmente siamo liberi dalle ideologie. Possiamo affrontare la nostra vita come ci pare. Basta utopie o sogni di miglioramento. La felicità si realizza nell'istante. L'unico ostacolo è la democrazia rappresentativa.
In questo scenario post ideologico la comunità è superata. Stiamo insieme per mera convenienza economica. La sopravvivenza non è più un problema.
Ma siamo veramente liberi?


12 giugno 2017

M5S non è locale


Sono elezioni amministrative. Ripetiamocelo. Sono elezioni amministrative. Conoscete vero le dinamiche? Specie nei piccoli comuni lontani dai centri metropolitani.
Volendo proprio fare un'analisi, senza perdere di vista quanto detto sopra, possiamo dire che l'unico soggetto politico ad uscirne con le ossa rotte è proprio il M5S. In generale si attesta su un 10%, siamo ai livelli dei partiti ambientalisti.

Guai però a fare facili analogie con una tornata elettorale nazionale.

Anzi, il risultato amministrativo a sfavore del M5S, ci racconta della strutturazione a Eta-Beta del movimento. Testa grande, tutta collocata nelle stanze della Casaleggio&Associati, corpo piccolo e non radicato. Il partito "liquido", come molti fanatici vanno ripetendo con vanto, conti alla mano ha fatto acqua da tutte le parti alla prova della "radicazione" territoriale.
Il M5S è essenzialmente un partito di opinione che riesce a catalizzare consenso a livello nazionale o nei grandi centri metropolitani dove le dinamiche di voto diventano pari a quelle "impersonali" di una tornata legislativa.

Il grande ritorno del CentroDestra vecchia maniera (FI+Lega+Destra), che ha avuto ottimi risultati ovunque con un Silvio Berlusconi che prende voti a prescindere. Il vero voto di fede ormai è quello per lui e il suo partito.

Legge elettorale. Da non sottovalutare. Con un sistema maggioritario (quello adottato per le elezioni amministrative), in Italia si torna a ragionare per coalizioni, c'è un vincitore certo e non ci sono listini bloccati.

Poi c'è lui. Federico Pizzarotti. Che nonostante tutto e tutti, da sindaco uscente, è stato il candidato più votato a Parma e andrà al ballottaggio con il candidato del PD. Una conferma per il suo operato da sindaco e soprattutto una bella lezione per Grillo e Casaleggio (Jr.) che hanno allontanato l'unico amministratore pentastellato ad aver fatto bene. A conferma che questo movimento sarà anche "liquido" ma è abbastanza impermeabile all'intelligenza e al carattere.

(p.s. la foto del post è stata fornita dal caro Italo Mattone)


8 giugno 2017

3° Principio della Dinamica e la Lorenzin


Newton avrebbe osservato il tutto senza sorprendersi. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale ma contraria. E' la natura. Basta osservarla.

Dodici vaccini obbligatori per poter accedere alla scuola pubblica. E' legge. Uguale, ma contraria.
Un'ondata di vaccinismo rabbioso in risposta ad una stupidità collettiva.
Azione stupida, reazione stupida. Se poi la reazione ha la paternità del ministro Lorenzin, c'è quasi un sigillo di garanzia.

La copertura vaccinale è un problema serio, ottenerla per decreto e non con fiducia, cultura scientifica e buonsenso dei genitori, non risolverà il problema di fondo.
Di più. Ci fa riflettere sul reale stato del nostro senso di comunità e della caduta di fiducia nelle istituzioni (che il Decreto Lorenzin di certo non aiuterà a ritrovare)

p.s.
Quelli che oggi hanno generato questa ondata di sospetto e paura sulle vaccinazioni, vedrete, saranno gli stessi che in fila fuori le ASL per vaccinare i propri figli causa scoppio di un'epidemia seria, grideranno contro lo Stato che non garantisce dosi vaccinali per tutti. 
Ed è lì che dovrebbe apparire Thor con il suo tremendo martello.


2 giugno 2017

2 Giugno 1946

Il 2 Giugno 1946, a Napoli e provincia votò l'84% degli aventi diritto (prima elezione in Italia a cui parteciparono anche le donne).

L'esito fu il seguente:
77,67% per la Monarchia
22,33% per la Repubblica

La Monarchia che il grande popolo napoletano scelse non era certo quella Borbonica (adesso tanto cara ai più) ma era quella dei piemontesi sabaudi, quella che oggi in tanti additano come unica causa dei nostri mali.

Buona festa della Repubblica (e meno male).
(fonte Viminale)


Il 5%

(via Spinoza)

2 maggio 2017

Quelli che #IoStoConZuccaro



“Ehi, Lei! Cosa sta facendo!”

“Dice a me?”

“Sì,sì, l’ho vista sa!? Rimetta subito in acqua quell’uomo!”

“Chi è lei? Da dove è uscito? Sta intralciando il nostro lavoro di salvataggio! Se ne vada!”

“Io non sono un Ipocrita! Lei è sicuramente parte di una ONG che lucra sui nostri soldi di cittadini onesti cercando di destabilizzare l’Italia. Si fermi adesso! Subito!”

“Ma lei è pazzo, se ne vada e ci faccia lavorare”

“No! Noi siamo qui in mare per solidarietà con Zuccaro, vede la mia TShirt? C’è scritto #IoStoConZuccaro. Basta ipocrisia! Basta invasione di neri!”

“Invece di dire sciocchezze, mi aiuti a portare questo barcone a riva che è pieno di uomini, donne e bambini stremati! Forza!”

“Ma quale stremati! Fanno finta! Si vede! Guardi quello, è in formissima, c’ha un fisico perfetto, guardi invece la mia panza da povero!”

“Lei è pazzo, se ne vada, il barcone sta affondando, non ho tempo da perdere”

“Ma quale barcone! Questi sono Taxi del mare! Guardate, c’è anche l’acqua dentro per farsi il bagno mentre si viaggia, BASTA MENZOGNE!”

“Se ne vada, ci sta intralciando! Ci sono bambini da soccorrere, cristo!”

“Ma quale bambini! Ipocriti! Questi sono Finti Minorenni! Hanno almeno 20 anni ma sono nani, li usano per impietosirci! Onestà! Onestà! Zu-cca-ro! Zu-cca-ro!”

“C’è un uomo in fin di vita, presto, mi dia una mano!”

“E’ falso! Svegliaaaaa!!! Ci prendete in giro! Questi sono pieni di forza e voi state lucrando alla grande! Ma ormai il vaso di Pandora è stato scoperchiato!”

“Lei è un imbecille! Vada via! Qui è pericoloso! Il mare si sta ingrossando!”

“No! Io sono qui per riportare questi impostori a casa loro. Per aiutarli a casa loro! Basta col BUONISMO!! Bisogna smascherare questo intrallazzo tra ONG e la Lib..oooh! Oooh!! Argh!! Cazzo! Aiuto!!! Affogo!! Affogo!!”

“Si tenga a questa corda, testa di cazzo! Quasi quasi la lascerei affogare!”

"Non può! La potrei denunciare per mancato soccorso! Io sono un onesto cittadino! Legga la mia TShirt! #IoStoConZuccaro!!"


24 aprile 2017

La politica del 100/30


Accade quando la politica si sottrae alle proprie responsabilità, guardando alla ricerca contingente del consenso. Entrano tossine a inquinare e modificare pensiero, parole. Accade che la ragione si appanni.

Venticinque anni fa. Arriva la Lega e introduce nel sistema di pensiero il tema del federalismo. Una risposta errata alla domanda di maggior controllo sui soldi pubblici spesi (male). La Lega punta alto, fa 100 con la “secessione”, ottiene 30 con la riforma del Titolo V e col Federalismo Fiscale che nei fatti introduce in Italia una sorta di “egoismo” territoriale.

Oggi i danni di quella stagione sono visibili specialmente nel meridione d’Italia. Adesso è abbastanza chiaro a tutti (in special modo all’ENAC di Cantone) che la riforma del Titolo V è da ripensare se non da rigettare.

Rileviamo adesso che la Lega Nord non ha più il suo focus sul federalismo, oggi c’è l’immigrazione. Il collegamento di coerenza è sempre l’egoismo e la paura. “Prima gli italiani”, “Siamo invasi a casa nostra”.

In questo momento la Lega ha forte concorrenza nell’orticello di populismo e razzismo d’accatto. Ci sono anche i nuovi eroi del pensiero al ribasso capeggiati da un comico genovese.

Anche qui il giochetto del 100/30 ha dato i suoi frutti. Lega e M5S fanno 100 chiedendo chiusure di frontiere, rimpatri forzati e tolleranza zero. Puntuale arriva il 30.

È di questi giorni l’approvazione definitiva dei cosiddetti decreti Minniti-Orlando sul contrasto all’immigrazione illegale e sulla sicurezza urbana. Un governo di centro-sinistra che approva un dispositivo che prevede per gli stranieri una giustizia minore e diseguale, una sorta di «diritto etnico». Se affianchiamo questo dispositivo a quella sciagurata legge che sancisce il “reato di immigrazione clandestina” (cfr. Bossi-Fini), il quadro normativo italiano ma soprattutto il pensiero dominante, trasuda razzismo e xenofobia e incapacità nel saper gestire un fenomeno naturale e un’opportunità come l’immigrazione.

L’argine a questo inquinamento continuo del pensiero, a queste tossine che avvelenano le parole non può essere che il lavoro concreto con le persone, ragionare insieme e sfatare le molte costruzioni semplici utili solo ad aggregare consenso.

Ce la possiamo fare, non è mai troppo tardi.


7 dicembre 2016

Il PD e i cacamenti di cazzo (15 consigli non richiesti)


1) I cacamenti di cazzo. 
Amici del PD, i cacamenti di cazzo sono necessari. Il PD è diventato il partito per chi non vuole cacamenti di cazzo.
Tornate tra la gente. Sporcatevi le mani. Ascoltate. Capite. E' un cacamento di cazzo, ma è necessario.

2) Toglietevi quell'aria di saccenteria e di snobismo. Se questi atteggiamenti possono entusiasmare i salotti buoni, è invece palese che irritano un paese che viene da 10 anni di impoverimento.

3) Lo Storytelling ha rotto i cojoni. Ha funzionato con Obama in USA. Qui non siamo in USA. Semplice.

4)  Basta con queste "Lady like" tutto stile e contenuti zero. Moretti, Boschi, Picierno. La politica è idee, agire, costruzione di consenso, non una rivista patinata o comparsate in televisione.

5) Il PD attuale è un carrozzone che consuma denari pubblici, non produce consenso e sta affossando la sinistra. E' ancora una scelta giusta?
Perché non ripensare questo esperimento di OGM politico?

6) Il socialismo affogato e annacquato nel calderone del PD, siamo proprio sicuri che non abbia più nulla da dire al paese?

7) Alfano, Lorenzin, Verdini. Non è stata una grossa idea, suvvia. Se voglio la merda me la vado a comprare dallo specialista di Arcore, non certo dai suoi surrogati.

8) I social network. Che disastro. Seguire i grillini sul terreno dell'idiozia non è stata una scelta felice.
I social network funzionano quando sei opposizione. Quando governi, lascia perdere.
(Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza.)

9) Siete un partito con una storia sociale, fatto di impegno e persone. Con Renzi avete perso il messaggio sociale e regalato il voto popolare al M5S (che campioni che siete).

10) Claudio Velardi. Per favore, anche basta. Sono anni che non ne imbrocca una manco per sbaglio eppure continua a pontificare e a disegnare scenari politici.
Avete veramente bisogno di questi "Guru"?

11) Perché questo bisogno dell'uomo forte, del decisionista? Tutti all'epoca ad applaudire il capolavoro "elezione Mattarella", di quanto era stato astuto e figlio 'e 'ntrocchia il ragazzo di Rignano.
Adesso ne vediamo i risultati disastrosi. 

12) In questo paese c'è tanta richiesta di politica dal basso, di impegno, di esempi positivi.
Ripeto, di esempi. Bisogna essere esigenti e rigorosi prima con se stessi per poterlo poi pretendere dagli altri.
Il PD in questo momento non ha nulla e dico nulla da poter insegnare e di conseguenza nulla da poter pretendere da questo paese.

13) Non conosco, nel mio piccolo mondo (manco tanto piccolo), alcun giovane tra i 20 e 30 anni che voterebbe per il PD e Renzi. Tutti hanno votato No.
Se io oggi avessi 20 anni (magari!) starei nei movimenti autonomi o nel M5S. Non nel PD.
Vi volete domandare il perché siete diventati il partito geriatrico e dei dipendenti pubblici?

14) Il Sud. Alzare il tappeto e buttarci la polvere sotto non è una grossa strategia. Capisco lo Storytelling (vedi punto 3),  ma continuare a negare un problema acclarato di povertà, di infrastrutture inesistenti, di precariato e disoccupazione, continuando a destinare risorse al Nord, alla fine poi ti si ritorce contro.
C'è una Nuova Questione Meridionale. Chi non la vede, o è cieco o è in mala fede. 

15) Da dove ripartire? Avete un vantaggio. Basta prendere Gennaro Migliore e fare l'esatto opposto. Tutto sarà perfetto.


23 ottobre 2016

Io voterò NO, ma mi dissocio da voi.

Voterò No. Convinto.
L'ho spiegato qui (Pinellus, 6 ottobre 2016) e non vorrei ritornarci con tutto che ci sarebbe ancora da discutere (vabbè se proprio ci tieni, ci ritorniamo a fine post) (*)

Ma non era questo il punto del mio discorso.
Dicevo, voterò No. In nome dello spirito di unità nazionale e contro l'idea che la Costituzione possa essere trattata come una qualsiasi legge ordinaria.
Però mi preme qui lasciare per iscritto che il sottoscritto non condivide alcunché con gli altri schieramenti che sostengono il No.
Con sano snobismo e con la puzza sotto il naso, voglio marcare la profonda differenza tra il mio pensiero e questa Armata Brancaleone di analfabeti costituzionali e in alcuni casi anche funzionali.

Cominciando da quella banda di musica che va sotto il nome di MoVimento 5 Stelle.
Questo assembramento di mediocri frustrati si erge a paladini della Costituzione e difensori della democrazia contro il pericolo del mostro dittatore Renzi. Bene. Bravi. Poi al loro interno non c'è uno straccio di organizzazione democratica. Le decisioni vengono prese da una società privata (la Casaleggio&Associati di Milano) insieme a Beppe Grillo (mai stato votato da nessuno).
Morto Gianroberto Casaleggio gli succede il figlio Davide. Una successione dinastica. Manco in ForzaItalia si è assistito a tanta cialtronaggine.
Inoltre il M5S ha un grosso problema infantile; chi vota Sì è un nemico; chi vota PD è una merda; Renzi è un cretino.
Questa non è politica nuova. Questa è la riedizione dei cori che ogni domenica si ascoltano allo stadio. L'avversario politico visto come nemico e in quanto tale da dileggiare con giochini di parole da quattro soldi ("la schiforma", "la deforma" etc.). Suvvia, amici pentastellati, avete un'età.
Lasciate che le battute le faccia Grillo, lui sì che è abituato alle figure di merda.
 
Proseguo con l'imbarazzante duetto Brunetta-Salvini.
Brunetta, pitbull da competizione, lui che adesso parla di pericolo democrazia quando qualche anno prima sosteneva una riforma (quella Berlusconi) che ci avrebbe portato ad un premierato sul modello israeliano (il peggiore).
Salvini, uguale a Brunetta, con la differenza che lui di articoli costituzionali, doppi turni e bicameralismo, non ci capisce nulla.  A lui basta avere il suo bel faccione in televisione e gridare "eh! ma i 30euro al giorno! Coi soldi nostri! Prima gli italiani!"

Zagrebelsky. Un professore di 73 anni che ha partecipato alla vita istituzionale italiana negli anni in cui questo paese veniva distrutto, che oggi ci fa lezioni di morale e democrazia. Paradossale, Gustavo, non trovi? Tu dov'eri quando in questo paese realmente venivano messe in discussioni le basi democratiche con tritolo e servizi segreti? Forse eri impegnato a scrivere il tuo libro. Lo stesso che, penosamente, ti sei portato in televisione e con malcelato compiacimento, citavi come la Bibbia.
Ho letto persone inneggiare il tuo nome come quello di Ernesto "Che" Guevara negli anni settanta; "L'ha detto Zagrebelsky" is the new "L'ha detto Report". E a te, caro Gustavo, se ho capito bene il personaggio, la cosa non dispiace affatto.

In ultimo, lo schieramento dei panchinari. Quelli che per varie ragioni oggi si trovano non più sotto il riflettore della politica che conta. Fuori dai giochi di potere. Sono panchinari in attesa che il giocatore titolare si infortuni per poter ritornare a sentire l'odore dell'erba del campo da gioco. Il loro No alla riforma è solo un'opportunità, l'apertura di un nuovo spazio politico in cui infilarsi come un preservativo lubrificato.
D'Alema, Fini, Meloni, Gasparri, Mattioli fino ad arrivare a veri reperti archeologici come De Mita e Pomicino.

Voterò No, in compagnia di questo consesso imbarazzante. Ma con abbondanti due passi di distanza. Defilato e scontroso. Difendendo le mie ragioni, argomentando senza semplificazioni.

Lo richiede la mia vocazione minoritaria. Lo richiede la mia intolleranza.


(*)
Se sei arrivato qui, sei un eroe.
Quindi, ti dicevo, il fronte (altrettanto penoso) del Sì, sta portando avanti le sue ragioni ricordando a tutti che la riforma ci vuole perché in Italia i governi sono instabili.
Ciccini miei, i governi in Italia vanno valutati in due fasi. La prima pre-ReferendumSegni, l'Italia del pentapartito e sappiamo tutti come funzionava.
Dopo il Referendum del 1991 in Italia si introduce un sistema di voto maggioritario (legge Mattarella, 1993) ma senza cambiare nulla dell'impalcatura costituzionale.

Con questo sistema, sicuramente con qualche pecca, ma ben strutturato, abbiamo avuto il governo più longevo della Repubblica (Governo Berlusconi II, 11 giugno 2001 - 23 aprile 2005). Questo per dire che la governabilità non si ottiene certo abolendo una camera. 
La governabilità e la stabilità sono il contrario di "rappresentanza". E sono concetti da derubricare alla voce "Legge Elettorale".
Questa riforma senza l'Italicum è una riforma inutile. Il vero pezzo da novanta, con un premio di maggioranza al vincitore enorme, è proprio questa brutta legge elettorale che fa addirittura rimpiangere quella scritta da Calderoli.
Aggiungo in conclusione, 
Art. 56 (non toccato dalla riforma) recita: «Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno della elezione hanno compiuto i venticinque anni di età».
Bene. Il Senato, se va in porto la riforma, sarà formato da amministratori locali eleggibili al 18° anno di età.
Quindi in Senato potremmo avere il paradosso di vedere seduti negli scranni giovani di ben sette anni più giovani dei deputati.


6 ottobre 2016

Perché voterò NO

Ho cercato con calma di elaborare una mia idea su questa riforma costituzionale e il relativo referendum.

Come sempre in un clima estremamente polarizzato e con presenza di ultras in entrambi gli schieramenti, ragionare e capire diventa impresa ardua.
C'è un pasticcio enorme. A cominciare da un dato di fatto. A tanti non è chiaro che il sistema elettorale è una cosa e le riforme costituzionali altro.
Ma andiamo con ordine.

Il Totem
La nostra Costituzione sta diventando, suo malgrado, un Totem. Un Totem brandito a convenienza dai vari schieramenti a seconda della convenienza contingente. Ad esempio in questo momento a schierarsi in difesa della Costituzione troviamo gente come Salvini e Brunetta che in legislature passate proposero modifiche molto simili e anche più estreme.
Anche il M5S si è speso in un lavoro di tutela della Costituzione riprendendo vecchi slogan sulla "Costituzione più bella del mondo" e la retorica della "democrazia" quando il loro movimento non ha uno straccio di organizzazione democratica e i rapporti interni sono demandati al diritto privato.
Il mio pensiero, da umile ex studioso di sistemi costituzionali, è che la nostra Costituzione non è perfetta, non è "immodificabile" e la sua stesura è avvenuta in un momento storico preciso (il dopo guerra post fascista) e con forze politiche ormai scomparse (DC, PCI, PSI).

La nostra Costituzione può essere modificata. Anzi, sarebbe auspicabile farlo, specie per la seconda parte riguardante l'ordinamento della Repubblica.
«Ho letto il progetto della nuova Costituzione. È una vera alluvione di scempiaggine. I soli articoli che meriterebbero di essere approvati sono quelli che rendono possibile emendare o prima o poi quel mostro di bestialità»
Gaetano Salvemini - 1947
Come modificare la Costituzione
Quindi, dopo 70 anni, è sicuramente buona cosa una revisione, fare un tagliando alla Costituzione.
Ma come? Non certo con una legge ordinaria votata a maggioranza assoluta da un solo partito.
Le regole repubblicane, che sono poi le regole del gioco politico. devono essere ampiamente condivise con il maggior numero dei partiti.
E quale cosa migliore di un'assemblea costituzionale di scopo, votata dai cittadini in base ad un programma di riforme definito? Oppure, non volendo esagerare, una commissione bicamerale ad hoc in cui non ci sia alcun diktat governativo (cfr. Boschi)

La Riforma «Renzi-Boschi»
L'impianto della riforma non è tutto da buttare. Il superamento del bicameralismo "simmetrico" è un tema discusso da almeno trent'anni. Oggettivamente avere due camere che fanno la stessa cosa (e si rimpallano il processo legislativo), è abbastanza inutile. Aggiungiamo che in questi ultimi anni l'instabilità politica e il "pork barrel" nostrano, è stato alimentato proprio da governi con maggioranze asimmetriche nelle due camere.
"Due Camere che la pensano in modo identico sono inutili, mentre due Camere che la pensano in modo diverso sono dannose" (cit. abate Sieyès)
Inoltre, rispetto alla Riforma Berlusconi del 2006 (quella sì, che virava pericolosamente nell'autoritarismo), questa riforma riguarda pochissimi punti.
Certo, c'è molto fumo sulla composizione di questo "nuovo" Senato, ma sostanzialmente la riforma va in una direzione giusta.
E allora? Qual è il problema di questa riforma?

Renzi
Il vero problema di questa riforma ha un nome e un cognome: Matteo Renzi.
Ha sbagliato tutto. Tutto.
Dalla forzatura in fase di votazione in parlamento al fatto di aver legato il destino del proprio Governo all'esito del Referendum confermativo. Dal non aver cercato il più ampio consenso nelle forze politiche al colpo di mano sull'elezione di Mattarella che di fatto ha fatto saltare il famoso Patto del Nazareno.
Il suo progetto sembrava perfetto. Cavalcare quel 40% delle europee che lo aveva accreditato anche senza passare da un tornata elettorale e intascarsi anche il merito di aver fatto le riforme.
Adesso, complice un palese fallimento delle sue politiche economiche che non hanno fatto registrare alcun miglioramento, ecco che il Governo Renzi è diventato il vero ingombro sulla strada delle riforme.

Italicum
Giusto per ribadire il mio pensiero. L'Italicum è una brutta legge elettorale e se possibile peggiore della legge Calderoli (aka Porcellum). Ma la legge elettorale non centra nulla con le riforme costituzionali (ricordo a tutti che la legge elettorale è decisa e votata dai parlamentari stessi e in Costituzione non vi è alcun accenno ad essa).

E dopo?
Il mio vero incubo è il dopo. Cosa ci aspetta in caso di (probabile) vittoria del No?
Sicuramente la sfiducia di un governo Renzi debolissimo e quindi o un nuovo governo provvisorio o probabili elezioni. Con uno scenario surreale.
Perché il Senato verrebbe eletto con il Porcellum e la Camera con l'Italicum. Un pasticcio enorme.
Che andrebbe sanato con una riforma dello Stato "organica" e "condivisa" portata avanti con lo stesso spirito unitario del dopo guerra.

La Costituzione non è la Panacea
Ovviamente qualsiasi buona riforma costituzionale con annessa ottima legge elettorale non ci mette a riparo da nulla.
La nostra Costituzione (quella che dite essere bellissima!) non ci ha messo a riparo dallo stragismo, dagli anni di piombo, da Gladio, da Tangentopoli, dalla P2, da Berlusconi e dalle altre assurdità del nostro paese.
Non ci ha messo al riparo dalla mediocrità imperante nel nostro parlamento. Mediocrità incarnata pienamente dal Movimento 5 Stelle e dal falso mito che tutti i "cittadini" possono sedere in parlamento (poi quando si devono scrivere le leggi, devono pagare un consulente in materia).
Non ci mette al riparo dai mostri creati da noi stessi.

No. Voterò No. Perché le regole si scrivono insieme e soprattutto con un mandato elettorale.
Perché in questo modo il fine ultimo è la vittoria di una parte, quella di Renzi, in un scenario di conflitto distruttivo permanente.
Voterò No. Senza fare drammi e senza la retorica "dell'ultima possibilità" o del salvacondotto dell'emergenza.


24 giugno 2016

Brexit, il giorno dopo

Va bene, ma a parte i treni, lo spazzolino per i denti, i Beatles, la macchina a vapore, Shakespeare, gli pneumatici, IL CALCIO, gli estintori, IL CALCIO, la fibra di carbonio, IL CALCIO, ... che cosa hanno fatto questi Inglesi per noi?

25 aprile 2016

Ecosistemi Software Napoletani ovvero l'incomunicabilità instituzionale.

Partiamo da una definizione tecnica.
Ecosistema Software. Cos'è?
defined as a set of businesses functioning as a unit and interacting with a shared market for software and services, together with relationships among them. These relationships are frequently underpinned by a common technological platform and operate through the exchange of information, resources, and artifacts.
In pratica è quella condizione secondo la quale un dispositivo elettronico lavora molto meglio (per volontà del produttore) se affiancato da altri dispositivi della stessa "famiglia".
Diciamo che il produttore agevola e ottimizza alcune funzionalità se queste sono consumate da dispositivi "amici".
Ovviamente questi agevolazioni sono alle volte semplici leve commerciali per "favorire" l'adozione di un dispositivo rispetto ad un altro.
Esempi di ecosistema sono quelli creati da Apple (MacOS, iOS), Microsoft (Windows 10) e Google (Android e Google's App).

Da ieri, con la venuta a sorpresa del Primo Ministro Matteo Renzi a Napoli (terza volta in un mese, record), abbiamo anche un altro Ecosistema. Quello del PD.

Vi spiego. Ieri arriva a Napoli il nostro baldanzoso Renzi e si fionda direttamente in Prefettura per sottoscrivere tale "Patto per la Campania" con il governatore De Luca.
La comunicazione funziona benissimo tra MatteOS e VecienzOS essendo i due OS (Operating System) dello stesso produttore. Il PD.
All'incontro però manca una figura fondamentale. Non c'è il Sindaco di Napoli. Non è stato invitato.

Perché? Perché a Napoli i cittadini hanno deciso di adottare per il governo del Comune un altro sistema operativo. Il GiginOS basato su standard diversi e tecnologia più Open.
C'è da sottolineare però che l'adozione di un altro OS è consentito ed è documentato dalle specifiche funzionali di base chiamate CI (Costituzione Italiana).
Questo GiginOS però non è molto supportato (e sopportato) da MatteOS. I due sistemi non dialogano e non si scambiano informazioni e spesso e volentieri vanno in crash se li si mette in collegamento.

Alle lamentele dei cittadini napoletani di questi continui mal funzionamenti, il MatteOS risponde che per un corretto funzionamento di tutto l'ecosistema, anche il Sindaco dovrebbe essere dello stesso produttore, cioè il PD.
E per aiutare il concetto, il MatteOS ha invitato in Prefettura, senza alcun titolo, tale Valeria Valente attuale candidata a Sindaco di Napoli per il PD.
Come dire, MatteOS ha mostrato a noi comuni mortali come gli garberebbe che fosse la prossima riunione istituzionale a Napoli. Un suggerimento, via!

Agevoliamo la foto a corredo.

A questo punto, considerando che MatteOS si è autoproclamato candidato Primo Ministro dopo una mirabile scalata interna al PD ed è arrivato a Palazzo Chigi senza passare per le urne (come nel Monopoli), si potrebbe anche ipotizzare che il prossimo Sindaco di Napoli ce lo scelga a sua gusto e piacimento, tanto il voto sta diventando una fastidiosa perdita di tempo, su Bagnoli ci ha messo un bel Commissario con poteri esecutivi. Ma in fondo che problema c'è?
Ci pensa MatteOS.

Ah, buon 25 Aprile a tutti.


3 aprile 2016

No-Triv: Io voto e voto Sì

Non perdete tempo nel leggere complicate analisi su quante piattaforme ci sono in Italia, a quante miglia dalla costa, quanti barili estraiamo dal mare, se il quesito è posto correttamente o meno.
Non ci prendiamo in giro.
Non ci capiremo mai un cazzo. Non avremo mai tutte le informazioni a disposizione per poter giudicare e farci un'opinione seria al riguardo.
(se poi proprio volete, per approfondire qui ci sono i Pro http://www.fermaletrivelle.it/ e qui i Contro che in realtà sono per l'astensione http://ottimistierazionali.it/)
Allora?
Allora la questione, sempre a mio modesto parere, è abbastanza semplice.
Il referendum in questione ha un valore strettamente simbolico. Con due dimensioni di analisi.

La prima dimensione: Il Nostro Futuro.
Il punto non è tanto le trivelle, il mare e tutto il resto.
Stiamo parlando della politica energetica da adottare in Italia per i prossimi anni. Parliamo del futuro nostro (poco) e dei nostri figli (un poco in più).
L'Italia non è e non è mai stata energeticamente indipendente. Il petrolio e il gas lo importiamo e quel poco che riusciamo ad estrarre non basterebbe per il fabbisogno di una sola regione.
La domanda che ci dovremmo porre è quindi: continuiamo su questa strada o magari sarebbe il caso di cominciare ad investire su fonti energetiche alternative e su una politica di sostenibilità e risparmio energetico?
È fuori dubbio che una vittoria del "Sì" con numeri importanti, avrebbe un impatto altissimo sull'agenda politica del paese. Molti politici comincerebbero a sgomitare per cercare di occupare questo inaspettato spazio politico e di consenso; magari si potrebbe tornare a parlare di ambiente in un paese senza più un partito ambientalista.

La seconda dimensione: Il Nostro Voto.
Non è banale. Un referendum è sempre un momento importante. Far fallire una chiamata diretta è una implicita ammissione di delega. Significa "Non mi frega una fava, fate il cazzo che volete". Da quel momento in poi però non avete più diritto di lamentarvi. Il vostro posto è il vestibolo dell'Inferno, sede degli ignavi.
Non dovete votare nessuna persona. Dovete esprimervi, siete chiamati a rispondere. Sì o No. Non importa cosa sceglierete. Sì o No. Ma andate. Votate. Alzate il culo e votate.
Se c'è qualcosa che in questi ultimi anni è mancata nel nostro paese in termini di democrazia, beh, siamo proprio noi e la nostra voce.
Usiamola.


3 marzo 2016

Contro Natura


Ho letto molti commenti in questi giorni, da vero lurker, sulla notizia della paternità di Niki Vendola e del suo compagno ottenuta tramite surrogazione di maternità e fecondazione di un ovulo. C'è veramente di tutto. Si passa da "Dal culo di Vendola può uscire solo merda" alla denuncia dello sfruttamento della donna; dal legame del cordone ombelicale per poi arrivare ai più (pochi) possibilisti.

Molti si son cimentati a dare un giudizio. Forti delle proprie certezze. A gamba tesa in una sfera molto intima di una coppia e della loro decisione di avere un figlio. Io al riguardo non ho idee chiare e nette. Ma credo che si debba rispettare l'intimità delle persone, in primis, e che questo clima da eterna tifoseria per ogni fatto di cronaca, ci stia portando lentamente a smarrire anche quei pochi barlumi di ragione acquisiti.

Ma il punto su cui vorrei soffermarmi (e magari discutere pacatamente) con voi è quel "Contro Natura" che spesso vien fuori come Moloch discutendo di temi etici come aborto, fecondazione assistita, eutanasia etc.

E’ "Contro Natura"! Ma cos’è “Contro Natura”?

Nell'accezione più medievalista sarebbe l'introdurre il membro maschile in orifizi non deputati alla riproduzione. Pratica, peraltro, molto diffusa in monasteri tra monaci o da suore per conservare la verginità. Sinonimo di vizio e peccato.
Oggi lo utilizziamo per descrivere un qualcosa, come la maternità surrogata, che andrebbe contro il naturale stato delle cose, contro l'etica. Rifacendoci a quel poco di nozionismo biologico appreso con l'ape e il fiore, affermiamo che un bambino nasce solo se c'è un uomo (l'ape) e una donna (il fiorellino). 
(qualcuno sconfina mettendo in mezzo "l'amore", ma quello anche in natura c'è o non c'è, sempre ci si feconda)

Ok. Fermiamoci a questa cosa. La Natura.
Ma allora, vi chiedo, un uomo nato biologicamente con un difetto al cuore (eh, quella la natura è così) può o meno ricorrere alla scienza per ricevere un cuore nuovo? Oppure un uomo con la leucemia (anche questa un fatto naturale) può ricorrere al trapianto di midollo donato da altro essere? E la chirurgia estetica? E' naturale o cosa? Se perdo una mano, posso trapiantarmene una nuova? Posso usufruire di un arto bionico?Quando andate dal dentista vi fate fare l'anestesia? Sì? Eppure è una cosa "Contro Natura", perché la nostra natura è di sentire un cazzo di dolore atroce mentre un altro uomo ci infila un trapano in bocca. Usate preservativi? Contraccettivi? Vi accoppiate solo ed esclusivamente per procreare o fate sesso anche per piacere? La Natura vorrebbe ogni atto sessuale mirato alla procreazione.
Se tutto deve essere fatto secondo natura, allora per coerenza niente luce elettrica, spegniamo i condizionatori, chiudiamo Facebook e torniamo ad essere in balia degli eventi "naturali" come pioggia, vento, freddo e caldo. 
Esagero?

Qualcuno potrebbe obiettare che, nel caso specifico, c'è l'etica. Parliamo di bambini. Il diritto del bambino. (i bambini! i gattini! i cucciolotti! basta violenze sui cuccioli! Uh guarda, un bambino morto in un naufragio nel mediterraneo. Uh guarda che occhioni teneri quel cucciolo di foca!). 
Ma anche qui, permettetemi di obiettare che l'etica non è qualcosa di preordinato, ma semplicemente un codice comportamentale determinato a seconda dell'evoluzione della società (a testimoniarlo è la disputa filosofica tutt'ora in atto su cosa si debba intendere per etica).

I diritti del bambino, l'infanzia, sono tutti concetti relativamente recenti. Il tanto sbandierato "legame" tra la mamma e il bambino è una costruzione culturale contemporanea. Non c’è nulla di vero e misurabile. Basta leggere un qualsiasi trattato di etologia o di antropologia animale. Qualche anno fa (tipo un’ottantina) i bambini venivano concepiti in serie e non tanto per "amore" ma per garantire sussistenza e anche perché ne morivano tantissimi prima dei dieci anni (ah! i vaccini!!). Inoltre non essendoci contraccettivi le donne del ceto popolare erano perennemente gravide (pensate quanto tempo queste donne potevano dedicare alla cura amorevole dei loro pargoli e al legame instaurato). Di più. Le donne dell'alta borghesia affidavano l'allattamento dei loro rampolli alle generose tette di donne che venivano pagate per questa attività (mioddio! Strappati dal seno della materno!) 

Il dibattito in questi ultimi mesi su diritti, omosessualità, adozioni e metodi di concepimento, ha generato in me una forte depressione. Miei coetanei che ragionano con categorie di pensiero dell’ottocento. Impauriti da tutto, bigotti, ignoranti. Cosa più grave, spaventati dal progresso. Spaventanti da un omosessuale. Un paese che costruisce cimiteri per i bambini “mai nati”, che difende a spada tratta i diritti dei bambini ad avere un papà e una mamma ma che poi quando si tratta di investire in scuola e formazione, di premiare il merito e di progettare il futuro, tace, voltandosi da un’altra parte, ammazzando i propri figli. 
Questo sì che è Contro Natura.


28 gennaio 2016

Di marmi coperti e presbiopia

Nei primi giorni di Marzo del 2013, Mahmoud Ahmadinejad, il predecessore dell'attuale presidente dell'Iran Hassan Rouhan, viene ritratto in una foto mentre consola (con molta partecipazione) la madre dell'appena defunto presidente del Venezuela Hugo Chavez. 


La foto, se guardata con i nostri occhi, rivela un momento molto commovente di un uomo che consola una madre anziana che ha avuto la sfortuna di sopravvivere al proprio figlio. Ahmadinejad, inoltre, ci rivela un lato della sua personalità molto tenero. 

Riguardatela bene quella foto perché quello scatto ad Ahmadinejad è costato la non rielezione a Presidente dell'Iran. Motivo? Guardate le mani del leader sciita. Vengono strette da Angers Clerics, madre di Chavez, ma soprattutto "donna". 

Quell'immagine in Iran ha fatto letteralmente infuriare i conservatori religiosi che hanno immediatamente abbandonato il loro leader dichiarandosi non più disposti ad appoggiare la ricandidatura di Ahmadinejad affinché si comprendesse meglio quel che le leggi dell’Islam vietano. "Noi sappiamo che nessuna donna può essere toccata a meno che non stia annegando in mare o che abbia bisogno di cure mediche” ha dichiarato un membro dell'Associazione dei Chierici Militanti.
(fonte: http://iranpulse.al-monitor.com/index.php/2013/03/1506/iranian-media-clash-over-ahmadinejads-embrace-of-chavezs-mother/ )

Insomma pare proprio che il popolo iraniano abbia ancora qualche problemino con il genere femminile. Capirete allora l'incubo di Hassan Rouhan di vedersi immortalato con in secondo piano sode chiappe marmoree femminili o con lo sguardo rivolto ad ammirare la perfetta tenuta gravitazionale di due seni con in bella mostra irti capezzoli.
Per lui significherebbe ripercorrere la stessa sorte toccata al suo predecessore.
Il metodo Boffo non è nostra esclusiva. 

Adesso. Altra piccola nota a margine. L'Iran, con le dovute proporzioni (Castaldi docet), è una teocrazia così come lo è il Vaticano. 

Ad esempio "Le donne che entrano nella Città del Vaticano sono tenute ad indossare gonne nere che non espongano la zona sopra al ginocchio ed abiti scuri; la lunghezza delle maniche delle camicie dev'essere sempre oltre il gomito. È invece proibito alle donne indossare pantaloni, e sono consentiti solo gioielli "semplici" e non troppo vistosi. Le scarpe devono essere scure e chiuse, mentre sono libere di indossare o meno un cappello o un velo nero che copra i capelli e la parte superiore del viso. Non possono in alcun caso indossare abiti che tengano braccia e ginocchia scoperte.

Insomma, voglio dire, non è che da queste parti ci sia tutta questa apertura mentale. E se e per un atto di cortesia e "tranquillità" assecondiamo una richiesta del nostro ormai amicone (oh, è venuto a proporci affari per 17 miliardi di euro, che famo? Lascio?) di oscurare momentaneamente quelle statue di "donne" nude per non avere rotture di palle a casa sua, io non ci trovo di nulla di "enormemente" scandaloso o clamoroso. 

Come sempre la nostra presbiopia ci impedisce di vedere che stiamo additando una "momentanea" censura di cortesia dimenticando che nel nostro paese abbiamo dei medici fanatici che si rifiutano di far abortire le donne; che ad oggi non c'è una legge che riconosca le unioni tra persone dello stesso sesso perché il Vaticano non vuole; che se vuoi morire in pace senza accanimento terapeutico, non puoi perché contrario alla volontà di Nostro Signore; il crocifisso in classe è obbligatorio e l'ora di religione cattolica te la devi sciroppare comunque. 

Allora. Vero, quelle statue coperte sono veramente brutte. Ma va capito, non dico giustificato, il motivo. Però, specularmente, mi aspetterei egual offesa quando è il Vaticano a comportarsi come e peggio dell'Ayatollah iraniano.
Ad esempio, per quanto mi riguarda, il Family Day di sabato prossimo è l'equivalente di un rullo di pittura rossa passato su "Le Sette opere di Misericordia" di Michelangelo Merisi da Caravaggio.