15 dicembre 2014

Eleganza Italiana

No, non è uno scherzo. Questa cosa che vedete, e per la quale l'unico aggettivo che mi viene in mente è "ciarpame", rappresenta la "mascotte" per Expo Milano 2015.




13 dicembre 2014

De Cum Servàre

Premessa. Errare è umano. Certo. Ma un buon corollario, oltre al già noto sul perserverare, potrebbe essere "ma dipende da quanto mi rompi i maroni".
Premessa due. Siamo nel 2014 avanti cristo, mandiamo sonde sulle comete, abbiamo srotolato e mappato tutto il DNA e siamo in piena prima Era Digitale. Gli amanuensi non sono tollerati.

Interno casa. Sera. Di ritorno dal lavoro dopo una giornata passata a risolvere problemi. E non mi chiamo manco Wolf. Apro la porta ed entro. Nel mentre mi esibisco nel classico gesto dello sfilamento della mia borsa a tracolla, da sotto al gomito con lo sguardo, avverto una presenza anomala sul muretto d'ingresso.
Una busta bianca. Grande. Quasi quadrata. Zoom immediato 400x sul logo stampigliato sull'angolo alto a sinistra.
Una "E".
"Porcocazzo!". Sì, è proprio una "E". Anzi, è proprio quella "E".
Il terrore provato è pari all'arrivo della Santa Inquisizione di Tomás de Torquemada, dei sette flagelli d'Egitto.
Istintivamente, serro le natiche con una spasmo immediato dei muscoli, allungo la mano tremante sul muretto d'ingresso e, sollevata la busta bianca, ho la certezza.
Equitalia.
Mentre farfuglio una serie di bestemmie sottovoce, con la mente cerco di andare a ritroso nel tempo. Come quando da piccolo, improvvisamente, nei momenti di pace e calma, mia madre urlava "Gianlucaaaa!!!!" e io cercavo di ricordare quale guaio avessi fatto e occultato, per capire se scappare o meno.
Faccio un veloce ripasso. Canone Rai. Pagato, e anche sempre (che mi danno pure del cojone). Bollette quasi tutte domiciliate proprio per evitare disguidi. Tasi, Tares, Tarsu e Taccivostra le ho pagate fino all'ultimo centesimo. Multe? Cazzo! Vuoi vedere che è una multa?

Apro il plico e la prima cosa che mi salta subito agli occhi è un numero. In grassetto. Ho quasi un mancamento. Cinquecentoventotto.
Le natiche adesso sono saldate. I pensieri vanno veloci. Cosa ho fatto? Calma. Leggiamo.
Duemiladieci. Mancata riscossione. E' il Comune di Napoli. Sì, è proprio una multa.
Ma com'è possibile? Ho sempre pagato tutto. Leggiamo bene.
Mancata riscossione di una multa del 2010 dell'importo di 135 Euro (che con penali e spese varie è arrivata alla considerevole cifra di 528 Euro)
Rileggo per ben quattro volte. Oh! Io questa multa l'ho pagata!!

Flashback:Ottobre 2010. Nina a Ostuni per lavoro. Io a casa ad accudire le due pargole rispettivamente di cinque e tre anni. La mattina le accompagno a scuola. E' tardissimo. Scelgo di andare a lavoro direttamente con l'auto. L'ufficio è al centro di Napoli. Quel giorno è attivo il divieto di circolazione per tutte le auto non EuroIV o non a gas. Divieto che è stato completamente rimosso dalla mia mente. All'altezza del Maschio Angioino, un vigile urbano mi ferma per un promemoria e, nonostante le mie suppliche, mi appioppa un verbale di 135 Euro (e dire che io di solito viaggio solo con i treni).

La multa il giorno dopo viene pagata.


Ma certo! L'ho pagata! E adesso questi cosa vogliono?
La mia unica speranza ha un solo nome. "Nina!!". Le chiedo con sguardo supplichevole se abbiamo da qualche parte conservate le ricevute dei pagamenti.
Nina ci pensa, poi, senza dire nulla, scompare in camera da letto. La sento rovistare.
Riappare dopo poco tempo, avvolta in una luce abbagliante, si odono canti angelici, mentre sorridendo viene verso di me sventolando la ricevuta di un bollettino postale.
Con estrema attenzione confrontiamo il numero del verbale sul bollettino con quello riportato sulla cartella esattoriale di Equitalia. Coincidono. A limone!
"Siiiii!!!!" Se avessi avuto un DJ personale in quel momento gli avrei chiesto di passare "We Are the Champions" dei Queen.
Avverto un graduale rilassamento dei glutei.

Il lieto fine di questa storia consiste in una mezza giornata persa da Nina per andare in un ufficio dei Vigili Urbani di Napoli a contestare la riscossione.
In questo ufficio Nina ha avuto modo di verificare che il nostro non era l'unico caso. Anzi.
Che questi errori di errata trascrizione dei pagamenti di multe da parte dei Vigili Urbani di Napoli, sono all'ordine del giorno. E sapete perché? Perché nel 2014 questi signori le trascrizioni le fanno ancora a mano.

Detto questo, cari lettori, il mio consiglio, dal profondo del mio cuore, è il seguente:
Non buttate mai nessuna ricevuta di pagamento. MAI!!


Un anno pessimo

Raccontare questo 2014 grazie alle immagine scattate da vari photoreporter in giro per il mondo.

2014: The Year in Photos, January-April - Part I
2014: The Year in Photos, May- August - Part II
2014: The Year in Photos, September-December - Part III

Io scelgo questa immagine per raccontare un mondo che ci sembra lontano ma che è poco lontano da noi. E per ridimensionare, prima a me stesso, i lamenti per il nostro quotidiano.





6 dicembre 2014

L'uomo è l'unico essere vivente che assume latte dopo lo svezzamento.

Dipende da come poni la domanda. Se sei bravo anteporrai una premessa del tipo "C'avete mai fatto caso che...". A quel punto hai in pugno la tua platea. Hai insinuato nelle stanche menti di questo inizio millennio un ragionevole dubbio.
"C'avete mai fatto caso che siamo gli unici esseri viventi ad assumere latte anche dopo lo svezzamento? Eh!? Per giunta di un altro mammifero!? Eeehh!!??" E allora vedi i volti delle persone illuminarsi. Le loro sinapsi hanno appena eseguito una velocissima scansione delle (scarne) conoscenze etologiche e zoologiche. 
No. In effetti. C'ha ragione! L'Elefante, l'Unicorno, Winnie the Pooh, non assumono latte dopo lo svezzamento. Cazzo! Vero! C'ha ragione! Come ho fatto a non pensarci! (*)

A questo punto, se sei bravo e capisci che il fianco ormai è scoperto, parte l'affondo.
"Il latte è veleno! Lattosio, pus, sfruttamento delle mucche! Basta latte!".

E così può capitare che nel 2014 Avanti Cristo, queste affermazioni vengano prese come "verità rivelata", senza che nessuno interrompa questa sequela di cazzate dicendo;

"Vero, siamo gli unici esseri viventi ad assumere latte anche dopo lo svezzamento, ma se è per questo siamo anche gli unici a cagare in un manufatto di ceramica preposto allo scopo, ad aver inventato mezzi di trasporto che volano, a cuocere i cibi e a scrivere un sacco di fregnacce su un elaboratore elettronico connesso in una rete di collegamento a livello planetario! Allora??".

Se beviamo il latte anche dopo lo svezzamento da più di duemila anni, magari, dico magari, forse centra il fatto che nel Neolitico i nostri avi capirono gli indubbi vantaggi della domesticazione degli animali e dell'allevamento favorendo così la selezione naturale umana di individui con un'alta tolleranza al lattosio?
E che magari il latte ha rappresentato per secoli uno degli alimenti più completi e più facilmente reperibile per l'uomo?
E che, magari, non è un caso che tra i nativi americani ci sia una intolleranza al lattosio pari al 100% considerando che non hanno mai allevato bovini?

Ho sempre più la certezza che gli indubbi benefici del progresso in un epoca di pace, abbiano generato una quantità notevole di idioti privi di qualsiasi lume della ragione.
Il cui numero, negli ultimi tempi, soverchia, e di molto, i vantaggi.

(*) Proprio per la precisione, questa cosa che siamo gli unici esseri viventi a bere latte anche da grandi è anche una stronzata bella e buona. Le formiche allevano gli afidi, cocciniglie o bruchi per poterne poi bere il loro nutriente latte (la melata!) quando gli pare e a qualsiasi età. W le formiche!


Campania Analogica 2014

In base al rapporto Censis 2014, in Campania quasi il 50% della popolazione, tra i 16 e 74 anni (quindi anche tra i cosiddétti "nativi digitale", non ha MAI UTILIZZATO un Computer. Poi dicono che non esiste una Questione Meridionale... (via Mantellini)

4 dicembre 2014

Le Belle cose

Belle cose. Ieri sera al Modernissimo ho partecipato alla presentazione della graphic novel "L'Arte della felicità". Qui potete leggere dell'evento.
Io ero uno dei quattro "blogger", questa categoria residuale che a breve sostituirà il panda nel logo del WWF, chiamati a raccontare la propria visione di Napoli. Grazie ad Alessandro Chetta che ogni tanto ci fa incontrare "de visu" per sfatare il "On the Internet, nobody knows you're a dog".

Belle cose. Poter abbracciare Gigi Scialdone che è apparso come una visione mistica mentre mi rammaricavo con Marino Guarnieri della sua assenza. "Ma non eri in Messico?". Gigi è ovunque.
Dopo la presentazione "ufficiale", nella quale ho apprezzato l'intervento di Maurizio De Giovanni, è toccata a noi quattro "blogger" raccontare la nostra visione parziale di Napoli.
Tra obelischi imbrattati, biciclette pieghevoli e pasta alla genovese, io ho scelto di leggere un mio vecchio post per raccontare "L'Arte dell'infelicità del pendolare".

Belle cose. Nell'attesa poter prendere un caffè con Luca e visitare la sede di Buzzoole mentre su via Roma scorreva un esiguo corteo di studenti che manifestavano contro il JobsAct (appena approvato)
Ma la giornata resterà memorabile per essere stato testimone casuale di un momento stupendo.

Piove. Tanto. Mi riparo sotto il cornicione del Modernissimo. Aspetto che arrivi gente. Sono in anticipo. Arrivano anche due ragazzini di corsa. Lei con cappuccio, piercing sotto il labbro inferiore, rossetto deciso. Lui pantaloni sopra la caviglia, scarpe lucide e capello rasato tranne nella parte centrale dove invece parte un mega ciuffo biondo.
Sono vicinissimi. Posso sentirli chiaramente.
Lui - Nient' te lo volevo dire. Mi piaci.
Lei - Ma ssì scem'??
Lui - Da quando ho visto la tua foto su Feisbùc aggio ditt' "Uà troppa bella", poi ne hai messa un'altra è ho detto "Uà chest' 'over' fa'" e allora ti ho voluta incontrare.
Lei - [ride]
Lui - E chest'è. Mi piaci. Te lo volevo dire. Mo lo so che staje penzan' "Chist' pare 'o pesce".
Lei - No, quann' maje... 
Lui - Allo'?
Lei - ..e che t'aggia dicere?
Lui - Niente, mo te l'ho detto. Pooo, penz' caaaaaa, [squillo del suo cellulare] Aspè...Pro', pro', Lucià?

A questo punto Lei scappa sotto il cornicione del palazzo difronte. Lui la segue.
E io avrei voluto dirle "Ma bacialo! Cosa aspetti?! Che le belle cose non tornano!"


2 dicembre 2014

Che cos'è l'amore?

Che cos'è l'amore?
Non puoi dare una risposta univoca. Perché l'amore è qualcosa di non tangibile e non esterno da noi.
E' qualcosa di intimamente privato. Quindi, la domanda è errata.
Riformuliamo.
Cosa fa fare l'amore?
Qui forse una risposta univoca c'è. L'amore altera la percezione del mondo che ci circonda. Odori, suoni, luci, visi, sapori. L'amore altera le interconnessioni neuronali. Distorce il mondo. Lo dopa.
E ne ho le prove. O almeno, credo.
Perché quando stamattina son uscito dal bagno di fretta e furia (è tardi!!) con solo i pantaloni e a torso nudo, è accaduto qualcosa. Qualcosa di molto particolare.
Vedete, devo fare prima una doverosa premessa. Sulla mia struttura fisica dalla cintola a salire, la quale può essere descritta con vari aggettivi (anche coloriti), ma che sicuramente non può dirsi "muscolosa".
Ebbene. Dicevo. Esco dal bagno, mezzo ignudo.
Incrocio una delle figlie nel corridoio. Che mi guarda. Ed è proprio in questo momento che, secondo me, si realizza un'alterazione percettiva, un rilascio di dopamina.
"Papà, come sei muscoloso!"
Ditemi, ora, se questo non è amore, cos'è?

p.s.
A margine, c'è da aggiungere che la figlia si è guadagnata un doppio regalo per Natale nonché una bella visita oculistica, ché non si può mai sapere...