25 settembre 2016

Hanno vinto

Hanno vinto. E' evidente.
Ci dicono che dobbiamo fare figli, in fretta, che dobbiamo avere "stili" di vita come piacciano a loro, che dobbiamo comportarci in un certo modo.
E la risposta che viene, unanime, non è mica "fatevi i cazzi vostri", no. La risposta è "non facciamo figli perché non ci date lavoro e soldi per farli" nel più classico delle contrattazioni sindacali.
Ho provato tenerezza nel leggere tutte le paladine "anti-Lorenzin" che si giustificavano motivando il perché non avessero ancora fatto un figlio. Non dovete giustificare nulla, care mie.
E' affar vostro se e quando vorrete avere figli, o ubriacarvi, fumare, diventare lesbiche o maoiste.

La libertà è diventata un lusso. Hanno vinto.


28 agosto 2016

Alfabeto delle vacanze (2016)

A come:
Almoetia, campeggio di Calatabiano che ci ha ospitato per la settimana dedicata alla zona etnea. Davide, figlio del vecchio proprietario, tifoso del Napoli e ottimo padrone di casa. Campeggio pieno di nord-europei tra cui uno che andava in giro per il campeggio anche di sera con una luce sulla fronte a tipo minatore. Memorabile la scena della sera prima della nostra partenza: entrando con l'auto mi premuro di informare il vecchio proprietario, seduto accanto alla guardiola di ingresso, della nostra partenza "Salve, allora noi domani andiamo via". Lui, serafico "E io invece resto qua!". 
Avola, città della mandorla pizzuta e dell'omonimo vino. Per noi invece resterà per sempre la città in cui per la prima volta abbiamo mangiato un panino con la carne di cavallo. Buonissimo (tra l'altro).
Arancino, perché in questa parte di Sicilia è maschio a differenza della palermitana "arancina". Cambia veramente poco, ne abbiamo mangiati tanti, di vari gusti e tutti buonissimi. I migliori a Noto da Arancina Planet.
Archimede, «Vectis mihi et ego commovebo mundi!» il più illustre cittadino di Siracusa. Tanto da dedicargli un bel parco scientifico "Tecnoparco Archimede". Siracusani anche un tantino permalosi. Se gli fate notare che, nonostante le genie di Archimede, comunque i romani conquistarono Siracusa, loro si risentono argomentando di inganni e complotti. Insomma non l'hanno ancora elaborata.

B come:
Brienza (F.lli) (soccorso stradale), perché il nostro viaggio è iniziato così. Copertone posteriore destro squarciato alle quattro del mattino tra Padula e Lagonegro Nord mentre percorrevamo la A3 direzione Sicilia. I F.lli Brienza ci hanno ospitato nella loro officina fino all'apertura del gommista (ore 8:30). La cosa buona è che abbiamo accumulato quasi tutti i punti sfiga qui.
Brioches, tante, buone, morbide, profumate, ripiene, di gelato, di granita, la mattina, il pomeriggio, sempre. Al rientro dalla Sicilia siamo dovuti ricorrere alla cure del SerT.
Barocco, strettamente legato al terremoto del 1693. Dalle macerie risorgono intere città, ricostruite con lo stile dell'epoca. Meraviglie architettoniche che oggi possiamo ammirare a Catania, Avola, Noto, Siracusa, Ragusa, Modica. Un nome in particolare ci ha perseguitato, Rosario Gagliardi che in pratica è stato il Santiago Calatrava della Sicilia di inizio settecento.
Baglietto (il) ristorante nei pressi dell'entrata per La Tonnara dell'Oasi di Vendicari. Posto incantevole con tavoli su un morbido prato, riparati da maestosi ulivi. Ambiente un pochino chic. Noi ci siamo presentati a cenare in costume e ancora pieni di sale (di ritorno da un bellissimo bagno serale). E' pur sempre vacanza. Ottima la pasta alla Norma.

C come:
Ciccio, amico, fratello, figlioccio. E' stato il nostro Virgilio nella parte di viaggio del siracusano. La dritta per la spiaggia della IX Strada (Cittadella dei Maccari) gli è valso il soprannome di "CiccioAdvisor". Primo incontro in quel di Calamosche con Ciccio che si presenta con tanto di turbante e maglietta di una squadra di calcio croata. Grazie a noi, però, finalmente ha fatto chiarezza a se stesso e a noi sulla pietra di Noto e quella di Modica.
Calamosche, una spiaggia di una bellezza unica. Dicono che sia una delle più belle d'Italia. Direi che è proprio vero. Peccato esserci andati di domenica con un afflusso notevole di persone. Ciò nonostante ci siamo goduti le acque cristalline piene di pesci racchiuse tra due promontori. A “Funni Musca” (come la chiamano i locali) le due minorenni non sono mai risalite dal mare. "Papà è meraviglioso!". Come darle torto?
Catania, le abbiamo dedicato forse poco. Non ci ha catturati. Oltre al saluto al mitico "u Liotru", resterà il ricordo della cena buonissima (e costosissima) al mercato del pesce.
Cirica (Punta), dopo una mattinata tra Ibla di Ragusa e Modica, ritornando per Ispica troviamo questa spiaggia. Cambio veloce in auto. Costume, occhialini e via. Calette stupende con grotte e faraglioni.
Cannolo, è vero, non siamo in zona "doc", ma vi assicuro che il cannolo assaggiato a Noto presso il Bar Sicilia sul corso principale ha qualcosa di sublime.
Cani, tanti, al Camping Da Vinci. Campeggio Freak. Meggy, Cris, Centodiciotto, Menta, Attila (Spinone nero Gigante) e tanti altri senza nome. Perché la regola era chiara. Se dai un nome ad un cane poi te lo prendi con te.
Cittadella dei Maccari, "Volevi i Caraibi? Eccoti i Caraibi" (cit. Ciccio). Spiaggia stupenda. L'unica in cui siamo anche ritornati. Resterà famosa anche per la pazza escursione alla "Trigona Bizantina di Vendicari" alle 11:30 sotto un sole africano. Se le figlie non ci hanno denunciato e non ci hanno tolto la patria potestà è solo per puro caso.
Crepes con gelato, il pranzo a Ibla di Ragusa "Papà è il pranzo più buono che abbiamo fatto!" (cit. LaBionda)
Carne di Cavallo, venduta, arrostita per strada, negli arancini e nel panino. Squisita.
Coltellino Svizzero, un must-have del provetto campeggiatore. Estrazione spina di Pesce Spada dalla gengiva de LaBionda, estrazione pietruzza dal piede de LaRiccia, taglio rami molesti in campeggio. Un amico fidato.
Circumetnea, che avrei voluto prendere a Linguaglossa per diventare utente premium delle linee ferroviare vulcaniche.

D come:
Duomi, quelli di Catania, Ragusa, Modica, Noto e poi il più bello, quello che ci ha impressionato per la sua bellezza: Il Duomo di Siracusa « Ecclesia Syracusana, prima divi Petri filia et prima post Antiochenam Christo dicata »
Da Vinci (Camping), prendete un centro sociale occupato e fatelo diventare campeggio, avrete il Da Vinci. Un enorme agrumeto al confine con l'Oasi di Vendicari. Musica reggae, erba mariana, amache, cucina in comune. La mattina uscire dalla tenda e cogliere i limoni per la spremuta.  I silenziosissimi vicini giapponesi in roulotte, il biondo Luke, Rebecca chiacchierona e gli altri ragazzini con cui le figlie hanno fatto amicizia e tirato tardi la notte a raccontarsi storie.
Valerio, Barbara, Irene e gli altri componenti di questa gabbia di matti (definizione data da loro stessi) cui alla fine non puoi far a meno di voler bene.
E come:
Etna, o come lo chiamano i catanesi “u Mungibeddu”. Maestoso tanto da farmi ormai vedere il mio Vesuvio come un nanerottolo. L'escursione fatta da Piano Provenzana fino al cratere dell'eruzione del 2002 (Monte Nero) è stata un'esperienza unica. Da 1800 metri fino a 2100 metri in un paesaggio lunare, tra vegetazione inaspettata e sentieri tortuosi. L'incontro con la solitaria ragazza svedese. Da due mesi in Italia e che già parlava perfettamente la nostra lingua. "Sono venuta quassù per trovare un poco di frescura, a Modica si muore dal caldo". La discesa con sosta in una bellissima pineta per un picnic.

F come:
Ferryboat, venti minuti. Ti imbarchi, una sosta, ammiri lo Stretto di Messina, e sei già arrivato. 
Fiumefreddo, paesino nei pressi di Taormina dove abbiamo mangiato una pizza. "Siete di Napoli? Com'è la nostra pizza?" "Eh, sì, buonina..."
Formiche (Punta delle), spiaggia vicino Pachino scelta per evitare l'unica giornata di vento forte. Acqua blu cobalto e sabbia dorata.
Foratura, vedi voce Brienza (F.lli)
Frigorifero, altro punto di sfiga della vacanza oltre alla foratura. Ennesimo frigo rotto. Forse noi e frigoriferi da viaggio non facciamo match. 
Farfalle, a Taormina. In una stanza con una umidità del 200% e con avanti a noi un signore con un odore stantio di sudore, abbiamo visionato queste farfalle vere ma mezze intronate. Attrazione turistica pessima per spillare soldi. Fessi noi che ci siamo cascati.
Fenicotteri Rosa, in volo, all'Oasi di Vendicari, al tramonto. Mozzafiato.

G come:
Gole di Alcantara, (mi raccomando, accento sulla seconda “a”, Alcàntara!) di mattina presto. L'acqua gelata, dicono intorno agli otto gradi. Io e LaRiccia che ci arrampichiamo sui costoni tra la corrente delle rapide. Le more e i fichi per colazione. Se ci andate, ricordatevi che esiste la discesa comunale. Diversamente c'è una macchina aspira soldi che vi propone cose inutili e costose.
Granite, corpose, dense, rinfrescanti. La migliore è stata quella ai Gelsi provata a Ibla di Ragusa.
Gallina (spiaggia della), ultima spiaggia prima della partenza. Mare di Avola. Le coreografie subacquee insieme a LaBionda.

I come:
Isola Bella, stiamo lasciando Taormina abbastanza delusi dal posto, quando, dopo una curva, davanti ai nostri occhi appare questo piccolo paradiso. Gustarsi il tramonto con i piedi nell'acqua. Ritornarci due giorni dopo (dopo Alcantara) per tuffarci in quelle acque cristalline e fare lo snorkeling più emozionante della vacanza, sembrava di guardare in uno di quegli acquari giganteschi. Isola Bella è uno di quei posti speciali che quando vai via ti giri l'ultima volta per guardalo ancora e per dire "Ci ritorneremo".
Ibla (di Ragusa), quartiere più antico di Ragusa. Il Duomo di San Giorgio e la bellezza del Palazzo Cosentini.
Iano (Panineria da), un furgoncino sul lungomare di Avola che sforna prelibati panini. (Sebast)Iano, titolare della ditta, è un maestro della guarnizione e della piastra. Folla a tutte le ore. La qualità premia.

L come:
Letojanni, il mare che ci ha ristorato dopo le fatiche della scalata sull'Etna.
Linguaglossa, bel paesino alle pendici dell'Etna da cui parte la strada per Piano Provenzana. In un bar accanto alla pro-loco ho bevuto un pregevole caffè freddo a granita.
Limoni, tantissimi, tutt'attorno la nostra tenda nel Camping Da Vinci. La mia colazione di quei giorni. Spremuta di limone e acqua.

M come:
Marzamemi, borgo di pescatori vicino Pachino. Una bella serata con Ciccio a spasso tra i vicoli del paese in festa per la serata conclusiva del Festival Internazionale Cinema di Frontiera.
Modica, un piccolo gioiello incastonato tra le montagne. Barocco&Cacao. I 250 gradini per vedere il Duomo. Salvatore Quasimodo e poi l'approvvigionamento di cioccolato.
Mandorle, bianche, profumate, granellate, nella pasta, nelle granite, nel gelato, nell'acqua, nei panetti. Quelle dolci. Quelle amare, col cianuro dentro. Poi se ci fai caso è proprio la Sicilia a sembrare una grande mandorla.
Mare, che è l'inverso della Sicilia. Mare che mai come quest'anno ne abbiamo fatto abuso. Ore passate in acque cristalline, calde. Mare nel naso, negli occhi, da attraversare e da costeggiare.
Multipla (Fiat), che quest'anno si è smazzata non solo circa 1600 km ma è stata sottoposta ad un vero e proprio maltrattamento facendola arrampicare su irte salite, scorrazzare in strade dissestate alla ricerca di spiagge incontaminate, impolverata come un fuoristrada. Povera amica nostra, Kudos per il supporto.
Metano (per auto), che in Calabria è praticamente inesistente. In Sicilia un poco meno. Fortuna che ho trovato l'app "definitiva" per trovare i distributori di Metano.

N come:
Noto, che per noi è "Casa di Ciccio". Sovrapponibili. Guidati dal nostro cicerone d'eccellenza, abbiamo camminato per le strade del centro storico sentendoci "di casa". La bellezza dei balconi di Palazzo Nicolaci, il teatro Tina Di Lorenzo, le tante chiese, la sosta per il the con granita, la scalinata della cattedrale, il tramonto perfetto nei pressi del Vescovado.

O come:
Ortigia (Isola di), l'antica Siracusa. Un groviglio di vicoli in cui perdersi con gioia. La bellezza del duomo, il palazzo del "lucertolone", i negozietti, i papiri, la galleria d'arte con i pesci. Nina e LaRiccia che vanno in difficoltà nel mangiare la loro prima brioche con gelato (gigante).
Orecchio di Dionisio, la più suggestiva grotta delle latomie siracusane. Sentire l'eco amplificato della propria voce in quello che più che l'orecchio di Dionisio a me è sembrato quello di Mr. Spock.

P come:
Pachino, più che il paese, il suo pomodorino. Rosso, dolce, succoso. Il vero oro di questa terra. 
Portopalo, il punto più a Sud della Sicilia. Più a Sud di Tunisi. "Benvenuti in Africa" (cit. Ciccio)
Pasta di mandorla, cibo di cui è composta Nina credo per il 70%. 
Pistacchi, che insieme alle mandorle formano un connubio perfetto di sapori per la pasticceria tipica siciliana.
Piano Provenzana, luogo di partenza per la nostra escursione sull'Etna. Il tetto dell'albergo Le Betulle, sommerso nel 2002, che fa capolino nel mezzo di un mare di lava.
Pescheria F.lli Vittorio, a Catania. Classica pescheria con banco vendita e cucina. Abbiamo mangiato un sarago alla brace molto buono, molto caro. Di particolare pregio la frittura di gamberi e calamari presa da LaRiccia.

R come:
Ragusa, che sta in mezzo ai monti iblei, e per arrivarci abbiamo attraversato viadotti spericolati e altissimi.
Rais, il capo della tonnara. L'ingegnere delle reti. L'intuito e la conoscenza. Figura ormai scomparsa. Come del resto i tonni.

S come:
Sole, sempre. Tanto. Tantissimo. Che meraviglia. Anche se 42 gradi all'ombra possono dare un poco fastidio.
Sassi, delle spiagge nel catanese. Che contribuivano a dare al mare quella trasparenza cristallina.
Stomàkion, gioco matematico e puzzle studiato da Archimede. Il tizio al Tecnoparco Archimede la faceva facile. Io sono una pippa.
Scaccia, un ripieno arrotolato buonissimo. Farcito in mille modi.
San Marco (spiaggia), la spiaggia vicino al campeggio Almoetia. Spiaggia enorme, mare bello e freddo. 
San Giorgio, il santo più gettonato della Sicilia orientale. Una specie di Super Eroe della Marvel [...] venne battuto, sospeso, lacerato e gettato in carcere, dove ebbe una visione di Dio che gli predisse sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre la resurrezione. [...] Tagliato in due con una ruota piena di chiodi e spade, Giorgio resuscitò [...] entrò in un tempio pagano e con un soffio abbatté gli idoli di pietra [...] il santo, prima di essere decapitato, implorò Dio che l'imperatore e i settantadue re fossero inceneriti; esaudita la sua preghiera, Giorgio si lasciò decapitare.
Siracusa, che è la città più bella di tutta la Sicilia orientale (a mio modesto parere).
Snorkeling, attività che nelle acque incontaminate e piene di pesci della Sicilia è obbligatoria.
Spenny, il quinto componente del nostro equipaggio. Protagonista assoluto ed esclusivo del foto reportage più trandy degli ultimi anni: Spenny in Sicilia 2016.

T come:
Taormina, brutta, turistica, pleonastica. Eravamo andati giusto per vedere il Teatro Greco. Era chiuso in anticipo causa prove per un concerto serale. "Scusi ma dove sta scritto che oggi la chiusura era anticipata??" "E' scritto su Internet". Se avessi avuto i poteri di San Giorgio, li avrei polverizzati con lo sguardo. Per fortuna Isola Bella ci ha riconciliati col mondo intero.
Tecnoparco di Archimede, ci aggreghiamo ad un gruppo di russi che hanno la traduttrice, quindi ogni spiegazione della guida è interrotta da un momento di traduzione. Mi sembrava di stare nel finale del film Rocky IV quando il tizio sul ring traduce in russo l'ecumenico messaggio di Stallone.
Tonnara, tecnica di pesca del tonno. Quella di Vendicari, antichissima, con l'isolotto del Rais e l'edificio di terra con il pavimento rossastro, ormai impregnato del sangue dei tonni che qui venivano portati per la lavorazione.

V come:
Vendicari (Riserva di), ci dovevano fare una raffineria negli anni 60. Oggi è un paradiso di natura e oasi faunistica per migliaia di uccelli che qui trovano rifugio durante la migrazione. Spiagge stupende e mare caraibico. "Il tramonto a Vendicari, specie alla Tonnara è molto bello. Se non vi baciate in quel momento vuol dire che non sentite più niente". (cit. Valerio, proprietario del Camping Da Vinci).

Questo post è stato possibile grazie alla collaborazione e alla compagnia di tre persone molto speciali di cui una l'ho scelta come compagna di vita e le altre due sono arrivate di conseguenza.
P.S.
A Vendicari, guardando il tramonto, io e Nina ci siamo baciati.

Colonna sonora dell'estate:
#1 - Can't stop the feeling! di Justin Timberlake
#2 - Le Range Fellon' - Daniele Sepe & Andrea Tartaglia
#3 - Sugar - Robin Schulz
#4 - This Girl - Kungs vs Cookin’ on 3 Burners
#5 - Murder - BoomDaBash
Più ovviamente "Andiamo a comandare" di Fabio Rovazzi e "tutti" gli album (per fortuna solo due) di Lorenzo Fragola.


9 luglio 2016

Il Napoletano può solo emigrare (secondo Dolce&Gabbana)


Sono provinciale.
Non amo Napoli.
Mi lamento solamente.

Grosso modo questo è il quadro scaturito dal dibattito a cui ho (incautamente) partecipato in questo giorni sulla manifestazione di Dolce&Gabbana a Napoli.
Terreno scivoloso. Presenza di tifoserie. Avere un'idea sulla questione che non sia bianca o nera, ti mette comunque su un piano inclinato che a seconda dell'interlocutore ti porta ad essere assimilato con una delle due fazioni in gioco.

Io volevo scrivere un post molto più utile con le indicazioni per affrontare il percorso per la Baia di Jeranto, però voglio cristallizzare il mio pensiero qui, che poi magari mi rincojonisco.

Utilizzare Napoli, anzi, utilizzare il suo centro storico come scenografia per la campagna pubblicitaria della nuova linea di abbigliamento, scegliere Napoli come location per festeggiare l'anniversario di una delle case di moda più note del mondo, va benissimo.
Grosso modo l'uso che si sta facendo della città non è molto diverso da quello che ne avrebbe fatto un regista chiedendo l'autorizzazione a girare scene del suo film tra i vicoli del centro di Napoli.
Il risultato è anche bello. Dolce&Gabbana hanno tra l'altro pagato per il disturbo versando bei soldoni nella asciutte casse comunali (al netto del regalino sulla tassa Cosap).

Ma non è questo il punto. Proprio perché abbiamo orgoglio (perché ne abbiamo ancora, vero?) non possiamo fermare il tutto alla lauta mancia o al "ritorno di immagine" (poi qualcuno un giorno mi farà un calcolo?).
Il mio disappunto è per il tipo di narrazione proposta. Perché se è vero che D&G ci porteranno al centro del mondo, ci stiamo chiedendo anche "come" ci porteranno?
A me pare che la sceneggiatura ideata da Dolce&Gabbana sia essenzialmente il contrasto tra il "Glamour" (cacchio quanto mi fa rissa questa parola) e la decadenza/povertà del vicolo napoletano puntando un carico da cento sul più stantio dei folklorismi e luoghi comuni del nostro territorio.
Tutto bene? E' questa la nostra Napoli nel 2016?

Credo che questa rappresentazione abbia spazzato in un sol colpo quell'opera "enorme" fatta agli albori degli anni 80 da chi cercava di scrollare da dosso ai napoletani quella patina di "pizza, spaghetti, sole e mandolino".
- "Voi siete napoletano?"
- "Sì, ma non emigrante, eh! No, no, pecché ccà pare ca 'o napulitano nun po' viaggia', po' sulamente emigra'".
Questo era Massimo Troisi (dal film "Ricomincio da tre") che aveva un'idea di Napoli e della "napoletanità" molto più evoluta.
Ma non solo lui.
[...] E' il medesimo meccanismo che sollecita molti autori a scrivere su Napoli film o commedie che travisano il significato della napoletanità e portano in giro aspetti falsi o inesistenti, o forzati e caricaturali della vita dei napoletani. E il bello è che qualcuno, facendo questo, si è pure fatto i soldi.
Attori, cantanti, registi, scrittori: un piccolo esercito di persone che sfruttano quella che definiscono la "cultura" di Napoli e che invece altro non è che folklore, o peggio folklorismo... [...]
Chi scrive qui è invece Pino Daniele ("Storie e poesie di un mascalzone latino", 1994, Pironti).
Insomma, a me pare che in questi ultimi anni le uniche narrazioni di Napoli che abbiamo da spenderci fuori dalle mura siano due: quella di Tom&Gerry e del Topolino napoletano o quella della Serie TV Gomorra. "Potrebbe andare peggio, potrebbe piovere".

Poi c'è chi, nella sua bravura e genialità, con fare sornione riesce in poche righe (non come il sottoscritto) a sintetizzare mirabilmente il tutto. Grazie Maestro.


E voi? Cosa ne pensate?


7 luglio 2016

Dov'è Fermo?



Io manco lo so dov'è Fermo. Ho due scelte. Me ne frego altamente di colmare questa mia ignoranza o approfondire, conoscere. Scelgo la seconda. E' una città delle Marche. E' stato semplice.

Il razzismo è un'ignoranza. Abbiamo due scelte. O fregarcene e vivere nella convinzione che i neri sono scimmie, che gli immigrati vengono qui per sport, che le nostre miserie quotidiane hanno nell'immigrazione il capro espiatorio, che i musulmani sono tutti terroristi. Oppure. Oppure capire. Ancora meglio, aiutare il nostro prossimo a capire. E' una questione pedagogica.

Indignarci per la morte di Emmanuel Chidi Namdi non basta. Non basta più. Sarebbe il solito narcisismo. Di idee e opinioni siamo strapieni. Del “fare” e dell’ agire, invece, le casse sono vuote. Quindi c’è da partecipare al gioco (gioco che abbiamo lasciato giocare per troppo tempo ad altri) se veramente pensiamo e "vogliamo" combattere questo subdolo e strisciante rigurgito di razzismo e ignoranza.

Come? Partendo da una cosa semplice.

Adotta un razzista. Quando sentiremo i soliti discorsi e lamentele a sfondo razzista (alzi la mano chi non ne sente almeno un paio al giorno anche nell’ambiente di lavoro), basterà intervenire e dire "No, non è così, ti sbagli, informati". Accettare un confronto e spiegare le nostre ragioni. Coraggio! Non arretriamo! Quando vediamo movimenti politici (come quelli a 5stelle) e partiti non avere una linea limpida su immigrazione e razzismo, contestiamoli, non li votiamo.

Vi appelleranno con "buonisti", e ne dobbiamo essere orgogliosi perché altra strada non c'è, perché l'opposto di "buonista" è "cinico ignorante". Io non chiamerò mai nessuno "scimmia", non picchierò mai nessuno fino ad ammazzarlo, esigo il rispetto della comunità per due persone dello stesso sesso che si amano, voglio che le mie tasse versate, frutto del mio lavoro, servano anche ad aiutare, accogliere e integrare chi per puro caso è nato all'ombra e non al Sole come noi.
Sono buonista, sì. E voglio essere contagioso.


24 giugno 2016

Brexit, il giorno dopo

Va bene, ma a parte i treni, lo spazzolino per i denti, i Beatles, la macchina a vapore, Shakespeare, gli pneumatici, IL CALCIO, gli estintori, IL CALCIO, la fibra di carbonio, IL CALCIO, ... che cosa hanno fatto questi Inglesi per noi?

18 giugno 2016

Caro Luigi, anzi, ciao Lewis


Caro Luigi, anzi, ciao Lewis, il mio rapporto con te è stato da sempre conflittuale.
Da quella bandana arancione in testa e quel verbo "scassare" che facevano già presagire i deliri politici di questi giorni. Dopo cinque anni, la tua gestione "politica" è a mio parere abbastanza criticabile. Dalla ciclabile disegnata per terra venduta come "la più grande d'Europa" al regalo di Edenlandia ai privati, dall'assenza di progetti incisivi e investimenti nelle periferie (mentre si investiva in grandi eventi sul lungomare) ad un uso troppo personale della carica (una delibera comunale per affermare il proprio “No” alla riforma costituzionale di Renzi, mi pare francamente eccessiva).
Diversamente la tua gestione "amministrativa" ha molti punti positivi. In primis una certezza che mancava da anni a Napoli. L'onestà. Che è un punto di partenza, non certo l'approdo. Ma è già tanto. In Asìa, ad esempio, Raffaele Del Giudice ha compiuto un piccolo miracolo in un zona grigia di servizio pubblico. La città ha trovato un equilibrio sul ciclo dei rifiuti anche senza costruire inutili inceneritori nella zona est. Napoli, inoltre, in questi utlimi anni ha potuto sperimentare una vicinanza delle istutizione nuova. Ed è questa, credo, la vera novità, la peculiarità dell'esperimento che hai voluto chiamare "Napoletanos" (per scimmiottare Podemos, ma perché poi?).
Quello che gli altri partiti e candidati non hanno capito. I cittadini hanno cominciato a incontrare persone del Comune che ascoltavano i loro problemi cercando di trovare tutti insieme una soluzione. A Napoli c'è stato una sorta di "sperimentalismo democratico" così come descritto da Sabel prima e ripreso da Fabrizio Barca negli ultimi anni. Dai Centri Sociali ai commercianti, dalle associazioni ai comuni cittadini. L'intermediazione "clientelare" dei partiti è saltata. Rapporto diretto con l’istituzione. Forse proprio per la tua carenza "politica" e di visione, è stato molto più semplice farti dettare le necessità dal basso. Creare questo rapporto diretto con associazioni di territorio e cittadini.
Essere rieletto dopo cinque anni di mandato (nel periodo del patto di stabilità, quindi senza possibilità di spesa al fine di consenso) significherebbe che i napoletani hanno ritenuto la tua gestione amministrativa quanto meno sufficiente e le alternative non appetibili. Si direbbe dalle mie parti, Peppe pe Peppe me teng' 'a Peppe mio. Diego Civitillo, in quota arancione, nuovo presidente della municipalità con Bagnoli, ci racconta di un territorio che vorrebbe partecipare al proprio futuro. Direttamente. Non vuole commissari governativi. Il decisionismo renziano contro la partecipazione.
Insomma, caro Luigi, hai avuto anche l'umiltà di capire che un lungomare totalmente pedonalizzato, questa città non se lo può ancora permettere. Kudos. Spero, allora, che avrai altrettanta umiltà nel capire che portare un successo essenzialmente amministrativo come piattaforma politica nazionale sarebbe quanto meno rischioso. Ti auguro di restare un buon amministratore. Lascia perdere "il popolo", "la rivoluzione", "lo scassare" e "il comune derenzizzato". Lo so. Questi temi sono di molto più affascinanti di appianare buche con l'asfalto, arginare cornicioni di palazzi, regolarizzare traffico e trasporti cittadini e tutte le altre problematiche del quotidiano.
Ma ricorda che il mandato che (molto probabilmente) ti verrà dato domenica sera, è per amministrare Napoli, non per contrastare il Governo o riunire i transfughi della sinistra italiana. In bocca al lupo (ne abbiamo bisogno).
Con ancora un poco di sana diffidenza. -- Pinellus


25 aprile 2016

Ecosistemi Software Napoletani ovvero l'incomunicabilità instituzionale.

Partiamo da una definizione tecnica.
Ecosistema Software. Cos'è?
defined as a set of businesses functioning as a unit and interacting with a shared market for software and services, together with relationships among them. These relationships are frequently underpinned by a common technological platform and operate through the exchange of information, resources, and artifacts.
In pratica è quella condizione secondo la quale un dispositivo elettronico lavora molto meglio (per volontà del produttore) se affiancato da altri dispositivi della stessa "famiglia".
Diciamo che il produttore agevola e ottimizza alcune funzionalità se queste sono consumate da dispositivi "amici".
Ovviamente questi agevolazioni sono alle volte semplici leve commerciali per "favorire" l'adozione di un dispositivo rispetto ad un altro.
Esempi di ecosistema sono quelli creati da Apple (MacOS, iOS), Microsoft (Windows 10) e Google (Android e Google's App).

Da ieri, con la venuta a sorpresa del Primo Ministro Matteo Renzi a Napoli (terza volta in un mese, record), abbiamo anche un altro Ecosistema. Quello del PD.

Vi spiego. Ieri arriva a Napoli il nostro baldanzoso Renzi e si fionda direttamente in Prefettura per sottoscrivere tale "Patto per la Campania" con il governatore De Luca.
La comunicazione funziona benissimo tra MatteOS e VecienzOS essendo i due OS (Operating System) dello stesso produttore. Il PD.
All'incontro però manca una figura fondamentale. Non c'è il Sindaco di Napoli. Non è stato invitato.

Perché? Perché a Napoli i cittadini hanno deciso di adottare per il governo del Comune un altro sistema operativo. Il GiginOS basato su standard diversi e tecnologia più Open.
C'è da sottolineare però che l'adozione di un altro OS è consentito ed è documentato dalle specifiche funzionali di base chiamate CI (Costituzione Italiana).
Questo GiginOS però non è molto supportato (e sopportato) da MatteOS. I due sistemi non dialogano e non si scambiano informazioni e spesso e volentieri vanno in crash se li si mette in collegamento.

Alle lamentele dei cittadini napoletani di questi continui mal funzionamenti, il MatteOS risponde che per un corretto funzionamento di tutto l'ecosistema, anche il Sindaco dovrebbe essere dello stesso produttore, cioè il PD.
E per aiutare il concetto, il MatteOS ha invitato in Prefettura, senza alcun titolo, tale Valeria Valente attuale candidata a Sindaco di Napoli per il PD.
Come dire, MatteOS ha mostrato a noi comuni mortali come gli garberebbe che fosse la prossima riunione istituzionale a Napoli. Un suggerimento, via!

Agevoliamo la foto a corredo.

A questo punto, considerando che MatteOS si è autoproclamato candidato Primo Ministro dopo una mirabile scalata interna al PD ed è arrivato a Palazzo Chigi senza passare per le urne (come nel Monopoli), si potrebbe anche ipotizzare che il prossimo Sindaco di Napoli ce lo scelga a sua gusto e piacimento, tanto il voto sta diventando una fastidiosa perdita di tempo, su Bagnoli ci ha messo un bel Commissario con poteri esecutivi. Ma in fondo che problema c'è?
Ci pensa MatteOS.

Ah, buon 25 Aprile a tutti.