11 ottobre 2012

Mandate il conto ad Arcore

Lo voleva.
Lo voleva fortissimamente. La notte sognava il taglio del nastro alla presenza delle autorità e degli stati maggiori delle forze armante. Sognava di percorrere quella meraviglia di ingegneria sospesa sul mare in piedi, su un'auto scoperta, tra due ali di folla festante con banda di musica, festoni e coriandoli. Magari in compagnia dei suoi migliori amici Putin e Gheddafi. Sì, quel momento lo avrebbe finalmente proiettato nella storia dell'Italia. Lo voleva, costi quel che costi. Nonostante il precedente governo guidato da quel mortadellone avesse accantonato quel progetto. Pericoli sismici e costi troppo elevati per i reali benefici, dicevano. Ma figuriamoci. Appena rieletto fu il primo pensiero. Dobbiamo riprendere il progetto. Il Ponte sullo Stretto di Messina sarà ultimato nel 2016, disse. E poi l'appalto vinto dagli amici della Impregilo, un capolavoro, signori, un ca-po-la-vo-ro!
Tutto perfetto...tutto....

PONTE SULLO STRETTO: 300 MILIONI PER PENALITÀ
Il Governo ha stanziato fondi per la realizzazione della Torino-Lione mentre ha archiviato, con uno stanziamento da 300 milioni per il pagamento delle penalità, il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina
Legge di stabilità 2013 - Governo Monti.


...è la panza che lo frega.

Secondo me, ma è un pensiero così eh! Se Franco Fiorito fosse stato filiforme, slanciato, lineamenti tagliati con parvenze di tonicità atletiche (magari biondo). Se, insomma, le sue sembianze non richiamassero alla memoria un innesto genetico tra un Caciocavallo, Bud Spencer e il Gabibbo, mica diventava il nuovo "mostro", termine di paragone della cattiva politica (la Casta!), nemico numero uno dei nuovi forcaioli.
E' proprio vero, questo non è più un paese per grassi...
(...e poi Francè, quel nomignolo...'er Batman...)



9 ottobre 2012

'Na Purpett a Montecitorio

Potrebbe essere il titolo di una commedia all'italiana. Di quelle sguaiate con budget ridotto e riprese in digitale da effetto matrimonio.
Invece è una storia vera. Possibile.
Luigi Cesaro in arte Giggino 'a Purpetta, Presidente della Provincia di Napoli ha annunciato le sue dimissioni.
Come? Giggino chi?. Basta andare su Google e scrivere "Purpetta" et voilà. Capito di chi stiamo parlando?
"Buono! Ottimo! Finalmente!" si potrebbe dire.
E invece questa storia ha un seguito inquietante. Il nostro Purpetta si dimette. Vero. Ma solo perché "per legge sindaci e presidenti di Provincia devono lasciare l'incarico amministrativo almeno sei mesi prima delle elezioni politiche per potersi candidare".
Già, proprio così. Avete capito bene.
Il nostro Presidente della Provincia, quello che non riesce a mettere insieme due parole grammaticalmente corrette (e questo sarebbe niente), sodale di un certo Cosentino, quello che ha fatto del clientelismo una scienza sociale, sì proprio lui, si ricandida per un posto di parlamentare nella prossima legislatura.
Secondo OpenPolis, Giggino è in parlamento da più di 15 anni.
Ma la vera notizia sapete qual'è? Che Giggino 'a Purpetta anche questa volta prenderà una vagonata di voti.
Nonostante la sua azione da Presidente della Provincia di Napoli sia stata il nulla assoluto, nonostante sia espressione di una politica da notabili di inizio novecento. Nonostante spesso si accosti al suo nome la parola "Camorra". Nonostante tutto. Ci sono cittadini disposti a votare Luigi Cesaro. Lo voteranno per essere "rappresentati" nella prossima assemblea parlamentare.
C'è qualcosa che non va?

Banco Lotto



Te lo cerco io su Google

Vi segnalo un simpatico, e anche un poco snob, servizio per invogliare (ed educare) gli internauti a non porre domande stupide su forum o social network, quando basterebbe semplicemente cercarle su Google.

Let me google that for you

Ad esempio: http://lmgtfy.com/?q=cosa+significa+lol



8 ottobre 2012

Non siamo missionari

C'è una bella intervista su "La Lettura" di questa settimana a Gianfranco Giovannone, un insegnante che parla del proprio mestiere. E dice cose molto condivisibili.

[...]
«Non serve una megariforma globale e generica, serve invece puntare l’attenzione sul vero disastro, che è l’istruzione professionale (e in parte quella tecnica), un ghetto, un tunnel quasi senza speranza per gli studenti e difficile per gli insegnanti, che devono andare a lavorare con l’elmetto. Invece la Moratti e la Gelmini hanno affrontato una ristrutturazione generale di cui non c’era alcun bisogno» [...]
«La piaga più seria è quella della incapacità della società italiana, per non dire della politica, di promuovere la mobilità. Io insegno in un prestigioso liceo di Pisa, i cui studenti sono in gran parte figli di professionisti, mentre i figli del sottoproletariato frequentano per lo più le professionali: da noi non è stato fatto niente per promuovere davvero il merito e per ridurre le barriere sociali. In Finlandia i migliori insegnanti vengono destinati ai quartieri più degradati per innalzare il livello di istruzione nelle classi meno agiate. Da noi?»

Follow the money

"Ho una domanda per Matteo Renzi. Una domanda sola, da un suo possibile elettore alle prossime primarie del PD. La domanda è: Matteo, chi sta pagando la tua campagna per le Primarie?

Massimo Mantellini pone un giusto interrogativo nonché una questione di trasparenza.

Come sempre la strada da seguire è tracciata dai nostri cugini statunitensi con la Federal Election Commission
Questa, sì, sarebbe una cosa veramente rivoluzionaria. La trasparenza.